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Il #Mobileadvertising non piace così tanto: in UK è “irritante” per il 55% degli utenti

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La pubblicità digitale potrebbe entrare in crisi? E’ decisamente presto per dirlo dal momento che oggi rappresenta per molti colossi una fonte di entrate non da poco: nelle scorse settimane Facebook ha chiaramente dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, come l’, soprattutto se , sia davvero fondamentale per chi opera online.  Eppure il fenomeno dell’ad blocking, ovvero sistemi e software che bloccano automaticamente l’esposizione a banner e inserzioni pubblicitarie online, continuano a crescere: secondo un report di PageFair e Adobe sono 198 milioni gli utenti attivi nel mondo che usano software che bloccano le pubblicità online il che si traduce in un costo stimato di 22 miliardi persi, quest’anno, per gli editori.

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E gli utenti? Anche su questo fronte ci sarebbe da impensierirsi. Secondo una ricerca condotta da Instantly e riportata da eMarketer, gli utenti che accedono alla rete da dispositivi mobili sono tutt’altro che favorevoli alla pubblicità digitale: la maggioranza, il 55%, ha un atteggiamento contrario a tali forme pubblicitarie definite spesso irritanti ed eccessivamente presenti. Il 24% ha un atteggiamento meno drastico, le ritengono accettabili perchè permettono di far accedere a contenuti in modo gratuito, mentre per il 9% l’ad online può essere tollerato ammesso che ci siano offerte speciali e personalizzate. Per l’11% invece, si tratta di un non problema: si limitano ad ignorarle.

Circa due terzi degli utenti di smartphone e tablet in UK si erano già espressi sul tema sul finire del 2014 per la ricerca Millennial Media: in cambio di app e siti free la pubblicità era accettabile per il 64% del campione, meno dei rispondenti americani, attestati attorno al 67% ma più dei cittadini francesi.

Cosa fare? Ovviamente i brand che ricorrono all’advertsing online non possono non tener conto di questo trend crescente che unisce allo scontento dei clienti anche le possibilità tecniche per poter meccanicamente bloccare la visualizzazione di pubblicità online. Ovviare si può e lo si può fare, il dato non sorprende più di tanto, puntando sulla personalizzazione e su offerte mirate per i clienti che “accettano” la pubblicità.

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