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Web interattivo open source o proprietario: da Flash a HTML5

internet world wide web

Il web è open?
Cominciamo da una domanda di fondo, che attualmente non è così scontata come si potrebbe pensare: il web è libero?
Molti navigatori di vecchia data sanno che il web è nato libero e aperto, basato su standard aperto e con un chiaro concetto di interoperabilità.
Le fondamenta di Internet, ormai più che ventennali, sono protocolli e standard aperti e liberamente usabili, che ne hanno decretato il successo che è sotto i nostri occhi.
Quindi la risposta alla domanda iniziale è sì.
Ma la domanda più intelligente è: il web è libero oggi?
Qui la discussione si fa senz’altro molto più articolata e la risposta forse non è tutta bianca o tutta nera: il web è libero, ma non tutto. E le argomentazioni richiederebbero molte pagine.

Qual’è la differenza tra internet libera e proprietaria?

Semplificando molto (non me ne vogliano i puristi), si potrebbe dire che internet è una grande rete in cui tanti dispositivi, e gli esseri umani che li usano, parlano fra loro e si scambiano informazioni digitali che poi compongono tutto quello che noi vediamo e usiamo attraverso internet: siti web, posta elettronica, messenger, chat, peer-to-peer, dati finanziari, giornali online, e chi più ne ha più ne metta.
Bene, per far parlare tra loro tutti questi dispositivi è stato necessario inventare un linguaggio comune (più d’uno per la verità) che a vari livelli permettesse a tutti i dispositivi di parlarsi fra loro e comprendersi: non comprensione no party!
Continuando a parlare con un buon grado di semplificazione, di tutti i linguaggi che sono stati sviluppati nel corso dei decenni, molti erano open source e liberi, molti erano proprietari e utilizzabili solo a determinate condizioni dettate da chi ha inventato il linguaggio.
player è un linguaggio proprietario che ha avuto una straordinaria fortuna e diffusione nel mondo del web, ha rappresentato un’innovazione molto importante e ha anche costretto i suoi utenti a limitazioni tipiche del software proprietario.

Di seguito vediamo macroscopicamente alcuni vantaggi e alcuni svantaggi tipici dei linguaggi di internet liberi e proprietari, rispettivamente:

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Tabella 1: Vantaggi e svantaggi dei linguaggi liberi di Internet

Tabella2

Tabella 2: Vantaggi e svantaggi dei linguaggi proprietari di Internet

Cos’è Flash

Flash è un prodotto commerciale nato alla fine degli anni ’90 da un’azienda statunitense chiamata Macromedia, poi acquistata successivamente da Adobe. Sin da quando è nato e negli anni di massimo splendore permetteva di implementare, in modo relativamente semplice, moltissime funzionalità all’epoca inesistenti o particolarmente difficili, come, ad esempio:

  • Animazioni interattive all’interno di siti
  • Streaming e riproduzione di audio e video
  • Inclusione di grafica vettoriale nei siti web
  • Utilizzo di dispositivi del PC locale come webcam e microfono
  • Effetti grafici di immagini in tempo reale
  • Gestire il DRM – Digital Right Management

La lista sarebbe più lunga ma il concetto importante è che il formato di file di flash (SWF) non è un formato aperto, e di conseguenza per visualizzarlo è necessario installare un apposito lettore e non è stato possibile, almeno fino al 2008, avere delle specifiche pubbliche per implementare nativamente in altri software, compresi i maggiori browser web, lettori alternativi di questo formato.

Per la verità dopo il 2008 furono pubblicate alcune specifiche ma erano volutamente incomplete e avevano delle restrizioni legali non da poco: non potevano essere copiate, distribuite, tradotte o rivendute senza il consenso scritto di Adobe.

Nel momento in cui il vendor lock-in è diventato evidente e gli svantaggi hanno cominciato ad essere maggiori dei benefici, la popolarità è diminuita e sono cominciate a sbucare qua e la alternative open source.

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Volume di ricerca di “Adobe flash” su Google trends dal 2004 ad oggi

Nel frattempo la base installata di Flash a livello globale era diventata così ampia che la sua dismissione completa ha richiesto, e anzi sta richiedendo, addirittura anni e soprattutto molti soldi, perché spesso rende necessario riscrivere completamente dei processi operativi e aziendali.
Al tempo sono stato senza rimpianti un entusiasta utilizzatore di Flash, non solo per la fruizione di contenuti fatti con questa tecnologia, ma anche in ambito lavorativo come creatore di servizi e contenuti basati su Flash.
Nei primi anni 2000 è stata davvero una grande innovazione tecnologica, ma la mancanza di apertura e il quasi monopolio di Adobe hanno cominciato a diventare un boomerang e questa strategia pare che non abbia pagato nemmeno Adobe.

Cos’è ?

HTML è il linguaggio che fin dall’inizio ha permesso di creare e visualizzare le pagine web. Nasce ella sua primissima versione nei primi anno ’90, insieme ad Internet stessa, all’interno dei laboratori del CERN di Ginevra ed è poi stato sviluppato nel corso degli anni prima dall’IETF e poi dal World Wide Web Consortium (W3C), organismo fondato nel 1994 da Tim-Berners-Lee, la stessa persona che ha inventato il web stesso, proprio per sviluppare il linguaggio e le sue specifiche tecniche.
Durante il corso degli anni si sono susseguite diverse versioni di HTML fino alla versione 4.01 del 1999, che poi ha dato origine, l’anno successivo, alla versione standardizzata da parte di ISO.
Dopo questa data, e non casualmente, si può forse rimproverare al W3C di aver impiagato un po’ troppo tempo per arrivare ad una prima versione di raccomandazioni tecniche di HTML5, per la quale sono serviti la bellezza di 14 anni, fino all’ottobre del 2014.

A onor del vero la definizione di HTML5 è stato un processo complesso, che ha permesso di scrivere una base di specifiche libere per il web del futuro, e non si poteva certo pretendere di farlo in una notte, anche se l’approccio di “standardizzare” dopo la prima diffusione, forse ha prodotto un po’ di frammentazione nelle implementazioni dei vari browser che forse – e dico forse – si sarebbe potuta in parte evitare.

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Volume di ricerca di “html5” su Google trends dal 2004 ad oggi

Come funziona HTML5?

Quando si parla di HTML5 in senso pratico, non si intende quasi mai il solo linguaggio in questione, ma piuttosto la combinazione tra HTML5, CSS3 e JavaScript che è quella che realmente permette di realizzare siti web interattivi, come quelli che per esempio si adattano, grazie al cosiddetto responsive design, ai diversi schermi dei mille dispositivi che oggi usiamo quotidianamente per navigare e usare i servizi offerti su Internet.
HTML5 porta con sé una gran quantità di novità tecnologiche e funzionali, che a volte non lo fanno neanche assomigliare alla precedente versione, e con cui non vi voglio annoiare visto che sono un po’ tecniche: consiglio una rapida ricerca online e un giro su WikiPedia partendo da qui https://en.wikipedia.org/wiki/HTML5#Features

Quali sono le differenze tra Flash e HTML5?

Dopo questa rapida descrizione di due tecnologie così interessanti e importanti della Internet che oggi conosciamo, elenchiamo alcune macro-differenze tra le due nella tabella seguente:

Tabella3
Qual’è la differenza più importante tra Flash e HTML5? Il primo è software proprietario anche se incredibilmente potente e innovativo (almeno all’inizio), il secondo è un linguaggio liberamente implementabile da tutti senza alcuna limitazione e sulle cui specifiche, ma soprattutto sulle cui implementazioni, la comunità può dare il suo contributo positivo.

Conclusioni per gli sviluppatori

Flash è stato dichiarato clinicamente morto da Adobe stessa, quindi la conclusione è scontata: usate HTML5 per i vostri progetti web!
Quello che non è scontato che HTML5 è in continua evoluzione e non implementato allo stesso modo su tutti i dispositivi, quindi non fermatevi alla sbirciatina iniziale di qualche snippet di codice preso qua e la, ma spendete un po’ di tempo e imparate più a fondo: una visione d’insieme delle potenzialità tecniche e del modo in cui si stanno evolvendo vi aiuterà sicuramente a scegliere l’approccio migliore per il vostro prossimo progetto.

Consigli per le aziende
Purtroppo se siete tra le aziende che hanno già un pezzo di workflow operativo basato su Flash o su tecnologie Adobe (anche lato server) che richiedono Flash non c’è alternativa che organizzare e mettere a budget una buona migrazione.
Non sarà semplice, come ogni migrazione, ma se ben fatta darà certamente i propri frutti, perché non sarete più legati ad un unica tecnologia, ma potrete implementare, o far implementare da chi volete, soluzioni, aggiornamenti e integrazioni di ogni tipo che portino i vostri dati su Internet esattamente come ve li aspettate.
E anche se questa varietà può dare mal di testa all’inizio, le opportunità sono a mio avviso di gran lunga superiori rispetto ad una tecnologia proprietaria come Flash.
Per questo stesso motivo, se non siete già legati a Flash, i consigli sono due:  il primo è quello di spendere un po’ di tempo e un po’ di budget alla ricerca di soluzioni basate su linguaggi liberi e standard. Il secondo consiglio spassionato è quello di non andarvi a cercare un altro sistema chiuso sullo stile di Flash, a meno che un’attenta valutazione tecnica ed economica non ve lo indichi come indispensabile per raggiungere i vostri obiettivi di business.

Marco Giorgetti

Marco Giorgetti

Appassionato di open-source e tecnologia, membro attivo e fondatore del Linux User Group Perugia, fermo sostenitore del e utente Linux di vecchia data, ha fama di recitare la parte del saggio quando lavora in gruppo.

Fra i fondatori di Idealia Group nel 2001, ha sempre ricoperto ruolo di marketing e sales manager oltre alle mansioni tecniche più disparate. Dal 2009 si occupa di e-commerce, sotto il cappello di MageSpecialist, progettando e realizzando progetti in molti settori e partecipando a diversi eventi sul tema e-commerce.

Membro di LibreItalia dal primo giorno in cui era possibile iscriversi e di The Document Foundation da gennaio 2015.

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