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Supportare l’innovazione culturale e tecnologica nelle scuole: il modello Esselunga

Scuola tech

La chiave per promuovere e realizzare l’innovazione è creare una cultura dell’innovazione che fornisca alle nuove generazioni le chiavi logiche e interpretative per essere attori del mondo interconnesso di domani. Una sfida ambiziosa che chiama in causa diversi fattori a partire dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado: è tra i banchi di scuola che detta cultura deve nascere e svilupparsi col supporto attivo di famiglia e società. E poi gli strumenti: la scuola necessita ovviamente di docenze ispirate e supportate da logiche innovative e, ancora più semplicemente, da attrezzature tecnologiche con cui lavorare.

Eppure in Italia lo scenario non è dei più felici: lo rileva la Corte dei Conti secondo cui solo 12mila aule su quasi 180mila hanno un pc, cifra che si abbassa ad appena 3.900 per i tablet, rispettivamente soltanto il 7% e il 2%. Un ritardo quasi strutturale che non realizza quanto sostenuto dal Piano per la digitalizzazione della PA varato nel 2012 dal Governo. Notizia che si accompagna all’annunciato recente taglio del 50% della spesa annuale complessiva per l’ICT nel settore pubblico. Il che vuol dire che neppure per i prossimi anni la scuola potrà contare su un miglioramento sostanziale della sua condizione.

Il modello

EsselungaÈ chiaro che, in un simile contesto, assumono un significato strategico per il territorio iniziative che mirano a dare un contributo attivo al miglioramento della dotazione tecnico-tecnologica delle scuole, dando ulteriore valore ad azioni quotidiane condivise.

Ne è un esempio il progetto “” di Esselunga, una delle maggiori catene di supermercati in Italia, con 149 punti vendita distribuiti prevalentemente nelle regioni del nord e del centro, tra Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria. Il progetto trasforma il normale gesto di fare la spesa in una opportunità di innovazione: ogni 25 euro di spesa e/o 50 punti fragola, le famiglie possono ottenere un buono “Amici di Scuola” da consegnare alle scuole che partecipano al progetto. Esse potranno ordinare e ricevere gratuitamente, all’interno di un catalogo premi appositamente studiato, il materiale e le attrezzature tecnologiche e informatiche preferite. Di fatto un modo, per un’azienda come Esselunga, per farsi promotore di innovazione territoriale presso le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio.

Un modello vincente per un’idea che è stata accolta con entusiasmo: inaugurata il 10 settembre e in conclusione il 18 novembre, “Amici di Scuola” ha visto l’adesione, sino ad ora, di ben 9.387 scuole che possono scegliere di quali attrezzature dotarsi: se più legate alle esigenze delle loro aule interattive oppure di quelle informatiche, ma anche di spazi ricreativi e di aule attrezzate. Esselunga in questo senso ha studiato un catalogo integrato che incontra le esigenze di tutti: LIM e proiettori, ma anche computer portatili, notebook, tablet e stampanti.

La raccolta buoni Esselunga ha un ulteriore fattore di unicità, se analizzata sulla base di iniziative simili di altre catene della grande distribuzione: la cura e la reale attenzione poste nell’elaborare un progetto che dia valore all’impegno delle famiglie. Il numero di buoni necessario per raggiungere il Monte spesa dei singoli oggetti, infatti, è estremamente vantaggioso il che permette davvero alle scuole di raggiungere i loro obiettivi, anche più di uno, più velocemente di altre iniziative simili.

Il progetto Esselunga dimostra una cosa fondamentale, che il sistema Paese che guarda all’innovazione ha bisogno dell’impegno di tutti gli attori, anche delle aziende che hanno un vantaggio non indifferente: conoscono il loro territorio di riferimento e le sue necessità economiche e sociali. In tempi di crisi, in attesa che la trasformazione digitale nella PA si compia, tutti possono e devono essere attori di innovazione partecipata.

 

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