La Bella Terra

Ritorno al futuro … cioè al passato

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In questi giorni si celebra un evento importante per il mondo del cinema. Trent’anni fa usciva nelle sale cinematografiche un film che ha fatto la storia: Ritorno al futuro. E in questi giorni si susseguono diverse iniziative per ricordare un film che ha avuto un impatto significativo sull’immaginario di tutti noi.

Per una concidenza del tutto fortuita, proprio in questi giorni ho trovato (grazie ad un collega del Politecnico di Milano) un documento scritto nel 1985, trent’anni fa. Ha la stessa età del film di Robert Zemeckis e Michael J. Fox.

E il leggerlo mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. 

Mi è sembrato quasi di rivedere uno di quei vecchi papiri con un’antica profezia che vedo materializzarsi davanti ai miei occhi.

Il documento

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“Informatica e riforma delle pubbliche amministrazioni: un’occasione mancata?”
25–26 Gennaio 1985.

Si tratta di una relazione fatta da Luigi Berlinguer ad un incontro dell’allora Partito Comunista Italiano. Tema (udite udite): “Informatica e riforma delle pubbliche amministrazioni: un’occasione mancata?”. Data: 25–26 Gennaio 1985.

Esattamente trent’anni fa …

Ho iniziato a leggerlo e sono rimasto basito. Credo ci sia materiale per molti articoli e moltissime riflessioni. Voglio solo riportare qui alcune frasi che credo non necessitino di alcun commento (ho enfatizzato in grassetto passaggi del testo originario, qui riportato in corsivo):

L’avvento dell’informatica, pur massicciamente presente negli apparati pubblici, non ha inciso sull’organizzazione del lavoro dell PA per il conseguimento di un rinnovo delle procedure e di una maggiore disponibilità qualitativa e quantitativa dei servizi. Al contrario […] si sviluppano procedure parallele contemporaneamente e il nuovo non riesce a soppiantare il vecchio, convivendo con esso. In queste condizioni risulta abbastanza evidente come l’introduzione di avanzate tecnologie, invece di favorire una riduzione dei costi, la amplifichi …

La impreparazione culturale della PA rispetto all’informatica ha fatto sì che molte amministrazioni, per risolvere i problemi di informatizzazione, si siano dovute rivolgere ad agenzie esterne specializzate, con la conseguenza ineluttabile che alla funzione pubblica finisce per restare una titolarità puramente formale, mentre quella sostanziale è affidata ad altri.”

Il giudizio non appaia eccessivamente severo, anche perché non è il nostro. Esso compare alle pagine 95 e 96 della “Relazione al Parlamento del Presidente del Consiglio dei Ministri” sullo “Stato della Pubblica Amministrazione nel 1983”, ove si svolgono alcune scarne considerazioni amare, si parla di “quadro poco edificante”, di “mancanza di cultura informatica da parte del personale” pubblico, di “resistenza alla rottura di equilibri di potere esistenti in tutte le strutture organizzative”, di ostacoli nel “modello organizzativo dei pubblici uffici”.


Quel che maggiormente colpisce, però, è la cadenza ricorrente di queste considerazioni critiche.

Questi brani sono tratti dalle prime due pagine di un documento di una trentina di cartelle. Non credo servano commenti.

Fine della prima puntata (ci ritorno, assolutamente!).

 

Alfonso Fuggetta

Dopo la laurea presso il Politecnico di Milano nel 1982, ha lavorato per una società di consulenza software dal 1980 al 1988, quando entra, come ricercatore senior, in CEFRIEL, azienda che promuove e sostiene l’ nelle imprese e le amministrazioni pubbliche.
Professore associato presso il Politecnico di Milano, viene promosso a professore ordinario e, dopo aver ricoperto i ruoli di Vicedirettore e di Direttore Scientifico presso il CEFRIEL, nel 2005 ne viene nominato amministratore delegato.

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