Diritto al digitale

La privacy nell’Internet of Things non può aspettare

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Mancano pochi giorni alla scadenza della consultazione del Garante per il trattamento dei dati personali sull’Internet of Things che rappresenta un’opportunità per l’intero settore dell’.

L’incertezza intorno agli obblighi normativi applicabili alle tecnologie dell’Internet of Things e il bisogno di adottare un quadro normativo che permetta di massimizzarne le notevoli potenzialità hanno portato il Garante a lanciare una consultazione sull’argomento.

Ho già discusso della consultazione in questo articolo che rappresenta una inestimabile occasione per la creazione di una regolamentazione dell’Internet of Things. Il Garante ha già dimostrato, ad esempio con riferimento agli obblighi applicabili in relazione ai cookie, di essere in grado di adottare un approccio innovativo nell’identificazione delle soluzioni volte a garantire la tutela della privacy secondo modalità per preservino gli interessi del business.

Il Garante è l’unica autorità privacy europea che ha lanciato una consultazione sull’IoT e la posizione che deciderà di adottare rappresenterà un valido benchmark anche per altre autorità per il trattamento dei dati personali. Inoltre la tempistica della consultazione è perfetta dopo la decisione della Corte di Giustizia europea che ha invalidato i principi del Safe Harbor per il trasferimento dei dati personali negli Stati Uniti. La maggior parte delle società che operano nel settore dell’Internet of Things sono americane e la normativa privacy europea non deve diventare un ostacolo insormontabile per loro.

L’associazione sull’Internet of Things, IoTItaly, di cui sono uno dei orgogliosi fondatori ha già preparato una bozza di contributo alla consultazione del Garante sull’Internet of Things che è disponibile sul sito dell’associazione al link qui per raccogliere commenti/suggerimenti da parte di chiunque sia interessato all’argomento.

La consultazione scadrà alla fine di ottobre (i.e. la prossima settimana) e l’industry dell’Internet of Things non può permettersi di perdere questa opportunità.

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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