Il diavolo si annida nei dettagli

(Non) liber liber?

tablet

Egregio Editore di libri scolastici,

quando andavo a scuola io, ormai nel secolo scorso, i libri scolastici erano tutti di carta; avevano tutti una copertina e delle pagine da sfogliare; grandi o piccini, entravano tutti nella cartella di tutti, a prescindere dalla marca e dal modello di questa. Unica eccezione, il libro di inglese: era corredato da una audiocassetta che comunque poteva essere facilmente ascoltata con un riproduttore di cassette di qualunque marca e modello.

tabletOggi, come allora, i libri scolastici sono di carta; l’audiocassetta, invece, ha lasciato il posto ai più moderni e capienti supporti digitali (CD o DVD), che ospitano contenuti multimediali di tutti i tipi: testi, file audio e video, e contenuti interattivi che amplificano a dismisura, almeno in teoria, le possibilità di apprendimento dei ragazzi di oggi (che in più hanno il web, ma questa è un’altra storia).

Quasi sempre è necessario installare su un computer applicazioni (programmi) che, una volta avviate, permettono di accedere ai contenuti veri e propri, che però spesso si riducono alla versione in formato flash del libro cartaceo, con al più l’aggiunta di link che collegano, appunto, tra loro le varie parti del testo o aprono contenuti audio e/o video. La classica montagna che partorisce il topolino, ma tant’è.

Tuttavia nel secolo scorso la possibilità di ascoltare le audiocassette era indipendente da marca e modello del riproduttore, mentre oggi le applicazioni da installare dipendono dal sistema operativo del computer. Ciò impone agli editori di fornire una versione del programma per ognuno dei sistemi operativi esistenti, mentre la maggior parte (non tutti, per fortuna) si limita a fornire solo versioni per sistemi Windows (di Microsoft) e Mac OS X (di Apple).

E gli altri? Sul mio computer gira da sempre un sistema operativo Linux, per dire. Quindi in casi come questi non posso installare l’applicazione che mi permetterebbe di utilizzare i contenuti aggiuntivi.

Alla prima occasione ho chiesto informazioni via e-mail all’editore, che mi ha gentilmente e rapidamente risposto così:

la piattaforma con cui sono realizzati i nostri libri digitali è compatibile, nella sua versione offline, solo con sistemi Windows e Mac. Per chi utilizza sistemi Linux, ma anche tablet Android e iOS, è disponibile la versione online, alla quale può accedere tramite il codice di accesso presente sul libro di testo, registrandosi sul sito.

I contenuti in formato Office (solitamente file .doc, .ppt e .xls, ove presenti) sono tipicamente apribili e utilizzabili anche con software come OpenOffice su qualsiasi piattaforma.

Dunque in questo caso mi è andata bene: esiste una versione dei contenuti on-line per tutti, e una versione off-line… per pochi, o per molti, ma comunque non per tutti. Delle due l’una: o la versione off-line è inutile, perché identica a quella raggiungibile on-ine, e allora non capisco perché venga prodotta e distribuita (non certo gratuitamente); oppure la versione off-line è comunque migliore, e allora dovrebbe essere data la possibilità di utilizzarla a tutti (quelli che la pagano), e non a pochi, né a molti.

Io credo che esista una terza via: fornire la versione off-line in un formato indipendente dal sistema operativo, ad esempio accessibile da un qualunque browser web, che è poi, guarda caso, la modalità con cui si può accedere – indipendentemente dal sistema operativo – alla versione on-line. Il browser web è nel 21° secolo l’analogo del riproduttore di audiocassette del secolo scorso: ce l’hanno tutti, e il suo funzionamento è uno standard indipendente da marca e modell… ehm, dal sistema operativo.

Già che ci siamo, anche per i contenuti “in formato Office” usiamo, una buona volta un formato standard, possibilmente uno serio: ne esiste uno, il formato Open Document (ISO/IEC 26300:2006) da più di dieci anni, è robusto e più sicuro di altri (come detto qui), è utilizzato da molti programmi per l’ufficio, proprietari ma anche liberi. Questi ultimi si stanno ormai diffondendo anche nella maggior parte delle scuole italiane, e gli studenti possono installarli, indipendentemente (!) dal sistema operativo, nei loro computer.

Mica vorrete rimanere indietro? O ci siete già rimasti forse?

Marco Alici

Marco Alici

Ingegnere meccanico, lavora come progettista presso la Videx. Affascinato dai computer fin da bambino, quando gli regalarono un Commodore 16, negli anni dell’università scopre Linux e il mondo del e , dapprima come semplice utente, poi come convinto sostenitore. A metà strada tra la formazione tecnica e la passione informatica si inseriscono i suoi interessi nel mondo della computer-grafica e della stampa 3D. È vice-presidente del Fermo Linux Users Group e membro dell’associazione LibreItalia.

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