Market & Business

Rackone e il modello del “datacenter a km zero”: la via italiana all’innovazione

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La digital transformation impone alle aziende un cambiamento di passo: le imprese che non innovano, lo dicono le ricerche, pur essendo oggi leader di mercato rischiano di perdere definitivamente il vantaggio competitivo accumulato negli anni a vantaggio di attori fortemente digital oriented, che possono contare su velocità di adattamento e reattività a nuovi contesti digitali di mercato. Il che vuol dire, tra le diverse cose, che le aziende devono sempre più digitalizzare servizi e prodotti, innovare le loro infrastrutture di rete e puntare su fornitori in grado di assicurare una gestione sicura ed affidabile dei servizi al cliente. Una sfida a due teste: delle singole imprese verso i loro utenti e delle aziende fornitrici di soluzioni tecnologiche chiamate ad offrire un servizio “di supporto” che deve essere altamente competitivo.

rackone33Oggi le sfide maggiori che le aziende stanno affrontando sono principalmente dettate dalla digitalizzazione della loro offerta e dalla competizione in un mercato che per molti settori si è oramai spostato sulla rete” ci spiega Daniele Turcato di Rackone Srl, azienda unica nel panorama italiano che offre supporto ed esperienza decennale a 360° dai servizi datacenter, come la gestione dei server, alla posta elettronica, alla gestione dei domini fino alla virtualizzazione. “Questo si traduce nella necessità di rendere disponibili sul web i loro servizi e i loro dati. Per farlo devono dotarsi di infrastrutture dedicate e di know how specialistico che conosce nel dettaglio tutte le sfide che questo processo richiede.

La prima sfida è il cloud e su questo le imprese italiane stanno progressivamente avanzando: “il cloud in Italia è indubbiamente in forte crescita” chiarisce Turcato “alcuni studi parlando di un incremento del 25% per un valore del mercato superiore ad 1,5 miliardi (studio dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service del Polimi). La nostra esperienza conferma questa tendenza, e conferma anche un’apertura maggiore anche di quelle aziende che fino ad ora non si erano ancora affacciate a questo mondo.” Permangono certamente alcuni dubbi legati alla “paura di perdere i propri dati, non sapere dove questi vengono fisicamente depositati, paura quindi di perdere il controllo di aspetti fondamentali del proprio business. Ecco i principali timori.

La seconda sfida è la velocità di adattamento: far comprendere alle imprese che oggi la digital transformation obbliga alla rapidità non è sempre facile ma è sulla velocità che punta da sempre. La partita dei datacenter di oggi, ad esempio, nella prospettiva dei miliardi di connessioni dell’IoT, si gioca proprio sulla flessibilità e sulla rapidità di risposta ad esigenze che variano quasi in tempo reale. “Le nuove startup, ad esempio, possono iniziare ad offrire i loro servizi partendo con un semplice server virtuale, per poi crescere e scalare rapidamente su un server dedicato, oppure su un’intera infrastruttura Cloud ibrida. Rackone è nata proprio per soddisfare le esigenze più evolute che i nuovi trend richiedono. La sua infrastruttura è nuova, flessibile e scalabile, basata su una filosofia market oriented. Per offrire i suoi servizi a prezzi molto vantaggiosi, ma anche con qualità ed affidabilità.”

La velocità non è solo quella che coinvolge i processi interni, vuol dire anche servizi al cliente più veloci. Tecnicamente parlano l’infrastruttura di rete di Rackone è connessa direttamente al MIX (Milan Internet eXchange, il più importante nodo internet italiano) con 2 hop, e una latenza di circa 6ms. Il che si traduce per i clienti  “ad avere una presenza su internet, dal sito web, all’infrastruttura di server dedicati, che risponde in maniera estremamente veloce all’utente che la vuole utilizzare. Questo vantaggio è strategicamente importante: avere un sito web su un hosting veloce sembra scontato, ma i potenziali clienti sono molto meno tolleranti di quanto si pensi verso i tempi di attesa di caricamento pagine online. E questo è un rischio non da poco per le imprese.”

La terza sfida chiama in causa, invece, i fornitori e riguarda il concetto di “vicinanza” e non a caso, rappresenta uno dei punti di forza del modello italiano Rackone: “ la nostra offerta – conclude Turcato – si distingue in maniera fondamentale da quella dei grandi Player internazionali, perché offre alle PMI Italiane un interlocutore presente, che risponde in prima persona e che parla in Italiano, ma soprattutto permette di avere la certezza di dove sono posizionati i propri dati: noi  questo lo chiamiamo “datacenter a km 0.”

 

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