Digitaliani

#IoT e #SmartCity: elementi fondamentali e barriere allo sviluppo secondo McKinsey

smart city

Le città stanno conoscendo una forte crescita nelle sperimentazioni per l’effettiva applicazione delle tecnologie legate all’Internet of Things, attraverso vari progetti imprenditoriali ed iniziative per la trasformazione degli ambienti urbani in ecosistemi adatti ad accogliere i fattori abilitanti delle “”. Il fenomeno in crescita riguarda soprattutto alcune aree specifiche come ad esempio la sanità, la sicurezza, i trasporti e la gestione delle risorse: proprio in queste aree, secondo una ricerca del McKinsey Institute, l’impatto economico dell’Internet of Things potrebbe essere compreso in un raggio che va dai 930 milioni ai 1.700 milioni di dollari in tutto il mondo entro il 2025. Si tratta ovviamente di una grandissima occasione da cogliere per i fornitori di servizi e un’opportunità importante per il miglioramento della qualità della vita delle città e dei suoi abitanti. Quali sono i fattori in gioco e quali possono essere gli ostacoli per lo sviluppo dell’Internet of Things applicato alle città?

Gli elementi fondamentali delle “Smart City” e il loro impatto

Per spiegare l’importanza dell’Internet delle cose nei contesti urbani, McKinsey ha riportato gli ambiti di riferimento e i relativi impatti economici:

  • Salute pubblica e sicurezza: la tecnologia dell’Internet Of Things ha diverse applicazioni nel campo della sanità pubblica e della sicurezza urbana che potrebbero avere un impatto economico di circa 700 miliardi di dollari di dollari entro la fine di quest’anno: queste applicazioni includono l’utilizzo di telecamere per il monitoraggio della criminalità, il miglioramento dei servizi di emergenza e risposta alle calamità, il monitoraggio dell’illuminazione stradale e l’analisi del livello di salute salute strutturale degli edifici. Secondo McKinseym però, l’impatto maggiore è dovuto all’applicazione delle tecnologie legate all’internet delle cose al monitoraggio della qualità dell’aria e dell’acqua.
  • Monitoraggio della qualità dell’aria e dell’acqua: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 3,7 milioni di decessi avvenuti nel 2012 sono legati all’inquinamento dell’aria esterna, con la maggior parte di loro che si verificano nei paesi a basso e medio reddito. La tecnologia offre alle città e ai cittadini gli strumenti per raccogliere dati in tempo reale sulla qualità dell’aria e dell’acqua e di individuare eventuali problemi non solo nei singoli quartieri, ma addirittura per ogni abitazione o appartamento. Approcci simili possono essere utilizzati anche per monitorare il livello di purezza dell’acqua corrente. Cosa implica tutto questo? Secondo la ricerca, se il monitoraggio porta a strategie efficaci di riduzione dell’inquinamento, le città potrebbero arrivare a diminuirlo da 70 microgrammi per metro cubo a 20 microgrammi per metro cubo: un risultato del genere potrebbe ridurre i decessi dovuti all’inquinamento di circa il 15%.
  • Rilevazione e il monitoraggio del crimine: molte città possiedono già telecamere di sicurezza e alcune dispongono di sensori di riconoscimento delle armi da fuoco: l’internet degli oggetti permetterà queste telecamere e ai sensori di rilevare automaticamente le attività insolite, come ad esempio l’abbandono di una borsa incustodita, al fine di innescare una risposta immediata da parte delle autorità. Tali soluzioni sono già in uso in Scozia e a Memphis negli Stati Uniti: le città che hanno implementato tali sistemi hanno riportato una diminuzione del crimine con percentuali che vanno dal 10% al 30%: l’impatto economico in termini di risparmi dovuti alla diminuzione del crimine arriverà fino a 30 miliardi ogni anno.
  • Trasporti: McKinsey stima che i miglioramenti nei trasporti potrebbe essere misurato per lo più in tempo risparmiato dai viaggiatori e dai pendolari e potrebbe avere un impatto economico che va dai 443 milioni agli 808 milioni di dollari in tutto il mondo entro il 2025: in particolare McKinsey fa riferimento alle connected car, ma anche alla programmazione a alla gestione del trasporto pubblico. L’unione di questi due elementi porterà ad un’ottimizzazione dei livelli di traffico e una maggiore rapidità di spostamento per i cittadini e, soprattutto, per i lavoratori che perderanno meno tempo per arrivare nei propri uffici.
  • Gestione delle infrastrutture e delle utility: la tecnologia IoT ha già dimostrato il suo potenziale per il monitoraggio e la gestione delle risorse urbane critiche, come l’acqua, le fognature e i sistemi elettrici: l’utilizzo di sensori per monitorare le prestazioni delle reti, dei cavidotti e delle tubature, permetterà agli operatori di evitare costosi guasti e di ridurre le perdite. L’istituto di ricerca stima che queste applicazioni potrebbero avere un impatto che va dai 33 milioni di dollari ai 64 milioni di dollari ogni anno a livello globale fino al 2025. I contatori intelligenti, che sono già in corso di attuazione in numerose città, non solo consentono alle aziende energetiche di misurare in tempo reale i consumi, ma le rendono anche in grado di gestire ogni singolo utente incoraggiando, ad esempio, il risparmio energetico attraverso prezzi variabili. Entro il 2025, si stima che l’80% delle abitazioni presenti nelle città sviluppate e il 50% di quelle presenti nei paesi in via di sviluppo usufruiranno dei contatori intelligenti, con una creazione di valore potenziale che arriva fino ai 25 miliardi di dollari entro il 2025.
  • Produttività umana: il modo principale in cui la IoT potrebbe essere utilizzata per aumentare la produttività dei singoli lavoratori in ambienti urbani è attraverso il loro monitoraggio in mobilità: l’aumento della produttività di questi dipendenti e dei loro processi potrebbe valere potenzialmente fino a 6 miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo fino al 2025. In dettaglio, McKinsey sostiene che potrebbe incrementare la produttività del 5% nei lavoratori che svolgono funzioni in condizioni di mobilità e del 3-4% nei lavoratori della conoscenza.

Quali sono i fattori abilitanti? E quali sono le barriere?

I fattori che dovrebbero essere messi a fattor comune per lo sviluppo delle smart city sono molteplici: l’istituto prevede che i tassi di adozione per la IoT raggiungano una fascia che va dal 40 all’80% in città pienamente sviluppate e il 20-40% nelle città in via di sviluppo: questa disparità è dovuta alle diverse capacità di finanziare progetto legati alle smart city e all’Intternet og things, che spesso richiedono investimenti pubblici e l’accesso a competenze specifiche necessarie per la corretta attuazione e per giusto il funzionamento dei sistemi IoT. Le possibilità (o meno) di finanziamento sono dovute anche alla capacità dei governi di accedere ai veicoli di investimento o di utilizzare correttamente il gettito fiscale.

Un altro fattore necessario è una cittadinanza sensibile: nelle città con un’alta percentuale di residenti istruiti, la domanda sarà probabilmente più alta a causa della corretta consapevolezza e della percezione dei vantaggi che le applicazioni IoT possono portare nella vita urbana quotidiana: senza questa sensibilità non può realmente esserci una smart city, anche perché i cittadini non la comprenderebbero e probabilmente non ne usufruirebbe dei relativi processi.

Le città devono anche avere le capacità tecniche nei loro dipartimenti e negli uffici pubblici per gestire le tecnologie e una leadership consapevole è fondamentale in questo senso: per distribuire e gestire le applicazioni per le smart city occorre uno spessore tecnico che la maggior parte dei governi della città non possiedono. Le città che riusciranno a sviluppare queste capacità saranno avvantaggiati nella corsa per l’acquisizione dei vantaggi della IoT: i leader della città devono anche avere la reale volontà politica di portare l’adozione dell’internet of things per trovare i finanziamenti e apportare le giuste modifiche organizzative in tal senso.

Ultimo ma di certo non meno importante, l’internet delle cose sarà ampiamente adottato solo se i governi della città e i cittadini saranno certi della sicurezza dei sistemi: i rischi potenziali non sono da sottovalutare e i pirati informatici che trovare il modo di interferire con i sistemi di controllo del traffico o i programmi che guidano veicoli autonomi potrebbe causare danni enormi, anche fisici. I Fornitori di tecnologia non devono solo fornire sistemi sicuri, ma devono anche a convincere i governi della città e gli abitanti che i sistemi IoT sono davvero a prova di infiltrazione e manomissione.

Smart city

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

Facebook Twitter LinkedIn Google+ 

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This