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#IoE, sicurezza e istituti scolastici: il modello della Punahou School

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Secondo recenti dati di Juniper Research il numero di oggetti collegati relativi all’Internet of Everythings raggiungerà quota 38,5 miliardi nel 2020, contro i 13,4 miliardi registrati quest’anno: un incremento di oltre il 285%. Mentre le applicazioni   per le “smart home” stanno conquistando sempre più spazio sui media e nell’informazione, in realtà è il settore dei servizi che includerà la grande maggioranza dei device connessi, con un ampio margine per quelli dedicati alla sicurezza dei luoghi fisici: in questo contesto, non fanno eccezione le scuole e gli istituti di formazione dove spesso avvengono furti di attrezzature o si verificano condizioni di emergenza da dover gestire con celerità e puntualità. Qui il modo con cui tecnologie e logiche dell’ diventano strumenti a tutela degli ambienti e degli studenti è rappresentabile da una idea: quella di realizzare un ambiente sicuro ma aperto, interconnesso ma in cui sensoristica e rilevazione ambientale è “trasparente” a chi la abita.

Un  modello come sempre integrato, che è quello che vince con l’IoE come ci ricorda il caso Connected Healthy Children-Brazil, che mette al centro le persone, attori e destinatari principali della trasformazione IoE. Un modello agevolmente esportabile in contesti in cui sicurezza, controllo degli edifici e reattività in caso di emergenza, sono gli obiettivi principali.

Le esigenze

L’IoE guarda agli ambienti in cui andrà ad “abitare”, ne studia potenzialità, criticità, caratteristiche. E’ quello che è accaduto alla Punahou School, una scuola statunitense situata ad Honolulu: a differenza di altri campus scolastici, gli edifici della Punahou generalmente mancano di corridoi interni e la maggior parte delle porte sono aperte verso l’esterno per approfittare del clima mite della regione in cui è situata; in aggiunta, la maggior parte dell’esperienza formativa degli studenti si estende su molteplici edifici e la scuola è volutamente rimasta aperta alla comunità. Queste condizioni rendevano particolarmente problematica la gestione della sicurezza a causa della vastità del perimetro da controllare, il numero di edifici e i punti di accesso e di viabilità tra le varie aree frequentate dai discenti.
Necessità di garantire sicurezza senza sacrificare la vocazione open del campus e di chi lo abita: come riuscire a conciliare queste necessità apparentemente antitetiche?  ha studiato una strategia ad hoc per mettere in sicurezza l’istituto senza ricorrere ad una massiccia presenza di agenti di sorveglianza, che avrebbero avuto l’effetto collaterale (al di là dei costi) di una presenza particolarmente invadente in un contesto formativo come quello della Punahou School.

La strategia

La strada, in ottica IoE, individuata come quella più efficace per le esigenze della scuola è stata quella di sviluppare un sistema di sicurezza che sfrutta le tecnologie dell’Internet Of Everythings per salvaguardare luoghi, oggetti e persone all’interno e all’esterno della struttura in questione. Ma come funziona in realtà e quali sono gli strumenti principali che la scuola ha deciso di implementare? Si tratta di un mix di sistemi di monitoraggio e sistemi di controllo legati all’Internet Of Everything:

  • Telecamere ad alta capacità: alta definizione, immagini navigabili e una vasta gamma di tassi di risoluzione e frame flessibili. Le telecamere sono anche rinforzate per resistere agli atti di vandalismo e alle condizioni climatiche esterne. Con queste è “possibile vedere l’intero campus con focus su specifici settori” ha dichiarato Billy Luat, direttore della sicurezza della scuola, “anche montate a 75 piedi dalla porta principale si riesce ad ottenere, ad esempio, una targa”.
  • Video sempre accessibili: con il software di Video-sorveglianza di Cisco, la scuola possiede una soluzione per essere sempre consapevoli di cosa sta accadendo all’interno dell’area interessata è permette la risposta alle emergenze in real time. Non importa quante telecamere IP vengono distribuite all’interno del campus, il team di sicurezza ha sempre accesso immediato ai fotogrammi video, anche attraverso lo smartphone degli addetti.
  • Collegamento di tutta la scuola all’Internet Of Everything: serrature wireless, illuminazione, riscaldamento, ventilazione e aria condizionata sono connessi alla rete attraverso un VPN e con la protezione di un firewall dedicato e con l’ausilio di un software gestionale in grado di controllare tutti questi elementi da remoto e in piena sicurezza, aiutando la scuola gestire le operazioni in modo più efficiente. In questo modo, “mentre la scuola di Punahou continua a creare un ambiente pertinente alla formazione, stimolante e coinvolgente, tutto è collegato”, afferma David Parrish della  Punahou School.
  • Miglioramento della reazione alle emergenze: “InformaCast” è il cuore del sistema che si occupa delle risposte alle emergenze del campus; è un sistema connesso con la rete Cisco e le soluzioni Cisco Connected per la sicurezza allo scopo di fornire funzionalità di notifica delle emergenze; in sostanza, in caso di emergenza il team di sicurezza può raggiungere un numero illimitato di telefoni IP Cisco, altoparlanti, smartphone selezionati e altri dispositivi attraverso “InformaCast”: “siamo in grado di fornire messaggi di testo sul telefono degli insegnanti e del personale immediatamente“, conclude Luat. “Il sistema semplifica e supporta i nostri processi in tempo reale e ci permette di automatizzare la consegna dei messaggi”.

I risultati

Anche se i nostri agenti sono la pietra angolare della sicurezza del campus, le soluzioni di sicurezza di Cisco Connected sono uno strumento importante grazie alle sue molteplici applicazioni dedicate; inoltre le telecamere, combinate con la presenza umana, dimostrano a studenti, genitori e personale che la sicurezza è di primaria importanza alla Punahou School,” ha dichiarato Wendi Kamiya, Chief Information Officer.

Il che dimostra diverse cose.  Il dato macroscopico è che la scuola ora è completamente connessa attraverso telecamere, sensori e altri strumenti hardware e software in grado di gestire le emergenze in tempo reale: questo sistema si è reso necessario per le particolari condizioni del campus in questionema con l’Internet Of Everything i processi sono stati ottimizzati e non è stato necessario incrementare fortemente il personale di sicurezza della scuola, la cui presenza massiccia l’avrebbe trasformata in un luogo più simile ad un carcere che ad un istituto scolastico accogliente e adatto alla formazione. Questo vuol dire aver ottimizziato e automatizzato processi per rispondere alle emrgente in modo tempestivo. Ma vuol dire anche  gettare uno sguardo al futuro: l’istituto scolastico prevede di aumentare il proprio numero di edifici e questo sarà possibile anche grazie all’Internet Of Everything che fornirà le tecnologie abilitanti per monitorare la sicurezza anche delle nuove aree; inoltre, i dirigenti stanno pensando di collegare anche gli allarmi ad alcuni smartphone via WiFi entro la fine dell’anno, in modo da poterli attivare tempestivamente ed evitare situazioni potenzialmente pericolose.

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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