Digitaliani

#IoE e digital transformation: le cinque domande da cui partire per innovare

DT

Da dove partire per avviare la in logica che cambierà il business del futuro? E’ la domanda da cui molte imprese sono partite già da tempo per avviare un processo di innovazione che non è più un “forse” ma è sempre più una necessità da tenere ben presente nella fase di elaborazione di strategie specifiche. E forse è la domanda che oggi molte aziende e organizzazioni si stanno ponendo incalzati da realtà che non possono più essere ignorate: il ritmo incalzante dell’innovazione può essere paragonato a un “vortice digitale”, così l’ha definito Cisco recentemente nel Digital VortexHow  is Redefining Industries, in cui idee, le tecnologie e addirittura interi settori sono spinti al centro del vortice, per ricombinarsi e fondersi in nuovi modelli di business “disruptive.”

Fonte Cisco

Eppure le aziende, gli incumbent ovvero gli attuali leader di mercato, non sono affatto preparati: dai risultati emerge che la digital disruption farà perdere la propria posizione a circa il 40% di tali operatori in ognuno dei 12 settori analizzati, entro i prossimi cinque anni. Nonostante ciò, il 45% delle aziende non crede che la digital disruption sia un fenomeno che meriti di essere portato all’attenzione del board di direzione. E si tratta di un panorama molto critico, avverte Michael Riegel Vice President, Internet of Everything, Cloud, & Services Marketing di Cisco, poichè già solo per effetto dell’IoE le tecnologie continueranno sempre più a collidere e intere industry a fondersi in nuove identità di business. Il fatto è sotto gli occhi di tutti: in futuro tutte le imprese saranno aziende IT ma con specializzazioni differenti in, ad esempio, automotive, elettrodomestici per la casa, tessile etc… E’ l’Internet of Everything, è la rete che entra negli oggetti, nei processi, nei dati e sulle persone.

Ma come muoversi sulla via dell’innovazione in questo contesto così veloce? Da quali domande i vertici aziendali possono partire per iniziare a realizzare, quindi, la digital business transformation? Ecco le cinque domande chiave secondo Riegel.

  • Quali capacità sono richieste per migliorare il valore dell’esperienza o il valore della piattaforma per i clienti?
  • Come possiamo combinare capacità diverse per massimizzare il valore che i nostri clienti ricevono?
  • In che grado oggi possediamo queste capacità? E i competitor a che punto stanno, sia quelli tradizionali che gli over the top?
  • Se il panorama si spostasse drammaticamente verso la digital distruption, quanto velocemente riusciremmo ad adattarci? Persone, processi e tecnologie sono agili abbastanza? Come possiamo aumentare l’agilità della nostra organizzazione per assicurarci di poter affrontare (o capitalizzare) nuove disruption?

Si tratta di domande chiaramente preliminari che permettono però di inquadrare il problema in alcune delle sue dimensioni principali che hanno a che fare solo con la tecnologia ma soprattutto con competenze e rapidità di adattamento e di innovazione. In tempi di Digital Vortex, per restare sulla figura evocata da Cisco, che la velocità, intesa come reattività, a mostrare i muscoli e si candida come fattore chiave per chi ancora, e rapidamente, deve avviare il processo di digital transformation. E questa considerazione ne porta immediatamente un’altra con sè: quale leadership e come gli apicali aziendali possono porsi al timone del vortice digitale?

Anche in questo caso cinque sono i settori chiave secondo Riegel:

  • Leadership top -dopwn: data l’entità della trasformazione digitale,solo leadership top-down potranno garantire che i nuovi orientamenti strategici siano realizzati ​​in tutta l’organizzazione e che si crei la giusta cultura dell’innovazione.
  • Creare la forza lavoro del futuro: la trasformazione del business digitale richiede una forza lavoro di nuova generazione che è digitale, esperta, creativa, e abituata a continui cambiamenti. Soluzioni di collaborazione e la condivisione di informazioni in questo senso sono fondamentali.
  • Unire processi di business e tecnologia: abbattendo silo e integrando l’IT con tecnologia operativa (OT), le organizzazioni potranno essere più agili e offrire nuovi livelli di attività e di efficienza operativa.
  • Ideare e innovare velocemente: FastIT, agilità nelle reazioni, processi aziendali automatizzati, maggiore collaborazione anche nei processi decisionali, tutti questi fattori si combinano per creare innovazione veloce.
  • Coltivare l’ecosistema dei partner: le organizzazioni dovranno ripensare i loro ecosistemi di partnership creando nuova disruption. Coltivare la giusta rete di vendor, partner e collaboratori sarà fondamentale per una più agevole, e allo stesso tempo incisiva, trasformazione del business digitale.

Domande per capire e per capirsi e leadership orientata all’innovazione veloce e IoE oriented: il processo di digital transformation è alle battute iniziali.

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This