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Twitter: in USA è finalmente disponibile il tasto “Buy Now” per i retailer

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ha annunciato che, dopo più di un anno di test, il pulsante “” per effettuare acquisti direttamente tramite tweet è finalmente disponibile per i retailer statunitensi. L’informazione arriva direttamente dal blog dell’azienda, in un post nel quale si ufficializzano le partnership con BigCommerce, Demandware, e Shopify che hanno reso possibile l’implementazione del pulsante. Non si parla ancora di tempistica degli altri paesi, ma è ragionevole credere che il pulsante possa arrivare anche da noi in tempi non troppo lunghi.

Secondo la società l’obiettivo è “rendere più semplice per le aziende connettersi direttamente con i clienti” e “con il pulsante Buy Now, le aziende possono ottenere più conversioni, rimuovendo gran parte dell’attrito presente nel processo di acquisto tramite mobile”. Le aziende che hanno già cominciato a vendere su Twitter sono diverse e Twitter ha reso noti Best Buy, Adidas e PacSun come primi sperimentatori.

Le piattaforme social sono al centro del processo di democratizzazione del commercio al dettaglio. La partnership con Twitter, che prevede l’apertura delle API di Demandware, darà ai nostri rivenditori un nuovo strumento per interagire con i clienti e guidarli nel processo di acquisto“. Ha dichiarato Tom Ebling, chief executive officer di Demandware.

L’implementazione del pulsante impone un cambio di paradigma per Twitter non banale: il social network ha finora basato tutta la sua comunicazione (anche per l’advetising) in ottica dialogica ma ora, secondo CNET, Twitter darà l’opportunità a 316 milioni di utenti di comprare prodotti, servizi e beni digitali con la stessa facilità con cui si manda un messaggio.

La mossa, spiegano gli osservatori, fa parte di un ampio ecosistema di azioni per rendere Twitter nuovamente appetibile per utenti, aziende e investitori: in particolare dal 20 agosto scorso, quando il colosso è sceso sotto il prezzo dell’Ipo di 26 dollari per azione per poi chiudere in calo del 5,83% a 26 dollari; nonostante i ricavi dichiarati nell’ultimo trimestre, aumentati del 61% toccando quota 502,4 milioni di dollari, la perdita netta della società continua ad essere alta (136,7 milioni di dollari).

Intanto tiene banco l’indiscrezione di Re/Code secondo cui il colosso starebbe studiando un nuovo servizio/prodotto che abbatte i limiti dei 140 caratteri per i social cinguetii.

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