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IBM, il super-computer Watson avrà una propria sede a San Francisco

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, il super computer creato di diventato noto alle masse per aver sbancato in USA al telequiz “Jeopardy”, aprirà una propria sede a San Francisco, una delle città che Forbes definisce “un focolaio di imprenditori tecnologici”. L’annuncio è stato dato poco dopo la partecipazione di Watson al “TechCrunch Disrupt” che ospitava, non a caso, i più grandi giganti tecnologici esistenti e molte aziende che hanno realizzato modelli di business ‘disruptive’ come Uber e AirBnB.

Il gigante informatico mira, con questa apertura, ad aumentare la visibilità di Watson, che si è trasformato da computer dalle dimensioni di una stanza a un servizio cloud che utilizza molte tecnologie di intelligenza artificiale simultaneamente, come l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale e il riconoscimento delle immagini.

Con questa apertura, sempre secondo Forbes, IBM vuole assicurarsi che gli sviluppatori di software, start-up, accademici e possibili clienti abbiano la consapevolezza che possono utilizzare Watson per migliorare la propria ricerca, i propri prodotti e i propri processi. “Questo è il fulcro dell’innovazione e della creatività,” ha dichiarato Stephen Oro, Chief Marketing Officer per Watson, “Vogliamo supportare i disruptor del futuro.”

In realtà, IBM è anche interessata ai disruptor del presente: l’improvvisa crescita di società come Uber e Tesla presenta una fertile opportunità di mercato che IBM deve cogliere, in particolare se consideriamo i 13 trimestri consecutivi di calo delle entrate a causa del crollo del mercato hardware (e che i servizi cloud non sono riusciti a compensare).

L’apertura delle sedi in ottica business, arriva in un momento in cui IBM, con Watson, si è mossa anche su altri fronti, in particolare quello sanitario con la recente acquisizione di Merge Healthcare: una società che si occupa di strumenti e software per la diagnostica visiva in ambito sanitario (come le radiografie, le ecografie etc…). L’acquisizione ha rappresentato uno dei molti tasselli che compongono uno sforzo complessivo notevole per IBM che vuole incrementare le capacità di assistenza sanitaria di Watson, il suo “super computer” per il calcolo cognitivo: nello specifico, il computer può ora “vedere” le immagini sanitarie, estrapolando e analizzando quello che, secondo l’azienda, rappresenta almeno il 90% di tutti i dati medici di oggi.

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