Slow Economy, Slow Tech

Benvenuta Netflix

Netflix

. Atteso e temuto lo sbarco in Italia, smentito l’anno scorso, annunciato all’inizio dell’anno, confermato a giugno. Red Hastings festeggia il suo compleanno a ottobre 2015 con il lancio dei servizi in videostreaming a pagamento in Italia.

Temuto.  Visto il suo successo internazionale, con l’obiettivo di arrivare a fine 2015 a circa 70 milioni di abbonati nel mondo e raggiungere 200 Paesi entro il 2016, è chiaro come lo sbarco in Italia desti interesse, ma anche preoccupazione da parte degli attori presenti sul mercato televisivo italiano, che ben conoscono le difficoltà di veicolare un’offerta di contenuti video a pagamento, ma anche il valore dei contenuti di cui dispone il nuovo contendente. Pay or not pay?

Atteso. Dal punto di vista degli operatori di telecomunicazioni, l’ulteriore arricchimento dell’offerta di contenuti viene considerato innanzitutto un driver per aumentare la richiesta di servizi a banda larga e, a maggior ragione, a  banda ultra larga. Per chi siglerà accordi di distribuzione rappresenterà, inoltre, una leva per incrementare i ricavi medi (in misura molto minore la marginalità…) e l’attrattività dei propri pacchetti integrati di offerta. Segmentazione della clientela.

Multinazionale, poco local. Il modello è quello noto, che viene replicato nei diversi Paesi. A fronte di un abbonamento mensile si accede ad un archivio di migliaia di serie TV, film e documentari, senza limiti di quantità e senza pubblicità. Si parte da 7,99 euro al mese, fino a 11,99 euro, in funzione del numero di apparati e della qualità video.  Di norma la politica commerciale prevede un continuo incremento del catalogo, ma anche un progressivo incremento dei prezzi nel tempo (1 euro dopo l’anno di lancio). Stiamo a vedere cosa consentirà il mercato italiano. Il valore del singolo euro.

Bastano le esclusive? Nel Regno Unito eravamo attorno a 3,5 milioni di abbonati a fine 2014 (ma le stime sono molto variabili…), in Francia dopo  un anno si stimano oltre 500.000 abbonati, con previsioni al 2019 di raddoppiare nel primo caso e di arrivare a circa 2 milioni nel secondo. L’Italia sarà sicuramente un interessante banco di prova, visto la nota ricchezza della TV generalista e il terreno che è stato predisposto dai concorrenti, dai più noti Mediaset e Sky, ma anche dagli altri concorrenti diretti o indiretti come Chili, Tim Vision, iTunes e Google Play Film. Lotta fino all’ultimo contenuto.

Nulla cambia, tutto si trasforma.

 

 

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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