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Banda ultralarga come opportunità di occupazione: siglato protocollo tra Mise, Infratel e Asstel

Italia Digitale

Coniugare innovazione come scelta strategica con la moltiplicazione delle opportunità di lavoro per tutti nel segno della legalità: nasce con questo obiettivo il Protocollo d’intesa per il lavoro e la legalità siglato oggi dal Sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, dal Presidente Infratel S.p.A. Domenico Tudini dal Presidente di Assotelecomunicazioni Dina Ravera e dai segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil.

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Antonello Giacomellie Domenico Tudini

Un accordo dal valore non tanto economico quanto etico che, a partire dai progetti di potenziamento infrastrutturale e i relativi piani per lo sviluppo della , possa creare opportunità di lavoro per tutti nella massima trasparenza e legalità. Almeno il 10% dei nuovi assunti per la realizzazione del piano per la , infatti, dice l’accordo, arriveranno da personale in cassa integrazione straordinaria e/o in deroga, in mobilità o in disoccupazione. “Dalla firma di oggi – ha spiegato Giacomelli – arriva un segnale importante: il coinvolgimento di tutte le imprese di tlc e di tutte le sigle sindacali conferma che il piano banda ultralarga è un vero progetto-paese e che può avere, già a partire dai 2,2 miliardi sbloccati con la delibera Cipe, un impatto molto significativo sull’occupazione“. Impatto però che non è stato ancora quantificato in termini numerici, anche se Giacomelli ha parlato di “molte migliaia di posti di lavoro” grazie all’avvio di nuovi servizi e opportunità di business per le imprese.
Dello stesso avviso Tudini: “Il piano che il governo sta realizzando prevede la mobilitazione di risorse finanziarie importanti che hanno impatti diretti sull’occupazione. Si tratta di un driver di innovazione molto forte con il quale possiamo recuperare le professionalità del settore delle telecomuncazioni che la crisi degli ultimi anni ha a tenuto al margine del mondo del lavoro. Abbiamo chiesto alle imprese di farsi carico di attenzione verso questa realtà. E la risposta è stata positiva”. A completamento degli accordi verrà attivato anche un Osservatori con il coinvolgimento di tutte le parti firmatari per monitorare la concreta applicazione degli impegni previsti nel documento: “un ulteriore momento di crescita a 360° per il Paese.”

Giacomelli ha quindi ricordato che il Cipe ad inizio agosto ha reso immediatamente disponibili 2,2 miliardi “finalizzati ad intervento su aree bianche a fallimento di mercato.” A questa cifra i sommano anche due miliardi delle regioni il che rende quello in campo: “un intervento pubblico che non ha precedenti. Entro l’anno abbiamo intenzione di avviare un percorso per impiegare le somme già ora disponibili per fare intervento nazionale di banda ultra che interessa dai 6.500 ai 7.000 comuni italiani.” Per far partire i bandi relativi alla delibera Cipe però manca al momento il via libera di Bruxelles anche se “Ci aspettiamo uno sdoganamento molto rapido, entro poche settimane perché si tratta di strumenti già utilizzati su cui l’Europa non ha problemi”.  

Sul futuro, invece, ci sono altri tempi poichè, spiega Giacomelli, “voucher e decreti di imposta per la banca ultralarga necessitano di un intervento normativo ad hoc e non possono essere direttamente deliberati dal CIPE.” Ad esempio, ha ipotizzato Giacomelli, questi potrebbero già trovare posto nella prossima legge di stabilità “deve essere individuato il veicolo normativo adatto e la prossima legge di stabilità appare l’ipotesi migliore“.  Anche in questo caso, per i cluster dove c’è mercato, con la Ue ci sarà un passaggio “più approfondito”. In ogni caso, ha aggiunto, “per noi entrambi gli strumenti potrebbero essere utilizzati complessivamente, anche nelle aree dove c’è mercato“.

“L’accordo di oggi” conclude Giacomelli “può e deve essere un modello di riferimento: la disponibiltà delle imprese, della PA e dei sindacati sia uno stimolo perchè questa collaborazione possa essere replicata anche in altri ambiti per creare grandi opportunità di innovazione.”

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