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Banda ultralarga, Giacomelli: “partiremo entro l’anno”

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“Entro l’anno partiremo con la . Lo ha annunciato , sottosegretario alle Comunicazioni, ricordando che il Governo ha “forzato per avere la delibera del Cipe che sblocca la disponibilità di 2,2 miliardi di euro che saranno finalizzati ai cluster C e D, le cosiddette aree a fallimento di mercato“. Giacomelli ha spiegato oggi ai giornalisti che “partiremo comunque entro l’anno perché ci sia sintonia tra la partenza di questo processo e l’intervento annunciato da Enel sui contatori, così da avere sinergie sia per l’abbassamento dei costi che per l’aumento degli obiettivi e arrivare, se non in ogni casa, almeno al building. Abbiamo forzato i tempi per non perdere l’occasione dell’intervento di Enel”.

Il sottosegretario ha osservato che i 2,2 miliardi sbloccati dalla delibera del Cipe approvata all’inizio del mese di agosto fanno parte dei 5 miliardi che entro il 2020 saranno investiti dal fondo nazionale per lo sviluppo e la coesione, e si aggiungono ai 2,1 miliardi di fondi europei gestiti dalle Regioni. In merito ai tempi, Giacomelli ha ricordato che “la tempistica è quella determinata dagli obiettivi europei, entro il 2020 dobbiamo aver completato il lavoro di infrastrutturazione. Ora siamo ultimi in Europa, puntiamo a scalare la classifica”, ha sottolineato, affermando che l’obiettivo è “essere nel gruppo di testa” a livello continentale. “Abbiamo un piano molto ambizioso – ha concluso – e ci sono le condizioni per realizzarlo. Ho visto in queste ultime settimane e mesi risposte importanti sul piano degli investimenti, anche da parte di Telecom che ha chiesto di aprire una consultazione”. 

Una posizione in classifica che rappresenta una sfida non da poco se è vero, vale la pena ricordarlo, che il Presidente di AgCom Angelo Cardani recentemente ha definito “preoccupante” lo stato della banda ultralarga in Italia dove si registra un livello di copertura del 36% contro il 68% dell’Ue-28; e in alcune zone c’è “totale assenza” di queste reti. Quando dalle parole si passerà davvero ai fatti?

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