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Digital audience e video online in Ue: utenti sempre più mobile e multi screen

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Come le persone consumano i contenuti digitali, in particolare i video, oggi in Europa? E’ quello che ha cercato di scoprire una ricerca commissionata da Brightcove e condotta da Vanson Bourne su un campione di 4.000 persone in tutta Europa con la quale sono state indagate, in modo puntuale, le abitudini degli spettatori con particolare attenzione alla fascia di età.

I video piacciono, lo dicono i dati in crescita degli ultimi anni, e lo conferma anche  ma cresce di pari passo il livello di esigenza degli stessi: sette spettatori su dieci (71%) non sono soddisfatti dell’attuale esperienza di consumo on-demand e live. In particolare, ritengono che i contenuti proposti devono essere migliorati in termini di varietà (35%), pertinenza (32%) e accessibilità (22%).

Nel dettaglio l’analisi rivela che sta progressivamente crescendo il consumo di contenuti on-the-go e multi-screenin Europa più di un terzo del pubblico guarda i contenuti video dal proprio smartphone (33%) e tablet (34%), quattro spettatori su dieci utilizzano abitualmente più di uno schermo contemporaneamente. E i video non dormono maiil loro consumo online è 24/7. Continua a prevalere la fascia serale (41%) e cresce il consumo diurno (24%), seguono la notte (15%) e il mattino (6%) spesso preferiti per rivedere le ultime puntate. Infine molti intervistati si sono dimostrati realisti circa la necessità di inserzioni commerciali, più di quattro persone su dieci si aspettano spot pubblicitari se i contenuti proposti sono gratuiti. Il 12% degli intervistati dichiara che ‘non c’è niente di male nella pubblicità’ e alcuni di loro sono divertiti nel guardarla. Tuttavia il 39% vorrebbe spot più brevi e il 31% preferirebbe la funzione di avanzamento rapido, suggerendo che la percezione del pubblico sugli spot può essere migliorata.

I ricercatori hanno evidenziato l’esistenza di quattro tipi di pubblico, che sono state definite ‘tribù’, ciascuno caratterizzato da abitudini, aspettative e preferenze differenti.

Nativi digitali

I nativi digitali, che rientrano nella Generazione Z, sono costantemente connessi e preferiscono guardare i contenuti video da più dispositivi, a volte anche contemporaneamente. Il 67% di loro utilizza lo smartphone. Rispetto alle altre tribù, i nativi digitali consumano la maggior parte del contenuto video, sia online che on-demand, per 10 ore alle settimana. Un terzo (36%) di loro commenta sui social network il contenuto che hanno visto, di solito al mattino.

Multi schermo dipendenti

La Generazione Y, conosciuta anche come Millenials, è cresciuta nel pieno della rivoluzione tecnologica. Rispetto alle altre tribù, questa è la più propensa ad acquistare prodotti che ha scoperto guardando . Circa due terzi (60%) utilizza un altro dispositivo mentre guarda contenuti video, e uno ogni venti ne utilizza tre. Sono il gruppo più affezionato ai programmi TV in diretta, ma anche i più disposti (31%) a pagare per canali premium.

Tele dipendenti

la Generazione X è tendenzialmente molto istruita e legata all’ambiente familiare. Rispetto agli altri gruppi, la televisione è stata molto importante nella loro formazione (55%). Questo gruppo guarda meno di sette ore di contenuti video on-demand per settimana e la maggioranza (72%) preferisce il proprio PC o il computer portatile. Più della metà di loro non si perde i programmi di intrattenimento, gli eventi sportivi in diretta o quelli di interesse pubblico come le elezioni politiche o le finali dei programmi di varietà.

Spettatori devoti 

La generazione dei Baby boomer rientra nella tribù degli spettatori devoti, secondo la ricerca. Questo gruppo è il più interessato ai notiziari e continuerà a seguire i programmi da casa. Tre quarti (75%) di loro sono fedeli spettatori di programmi TV, ma sono anche la tribù che passa meno ore davanti ai video online, appena cinque ore a settimana. Sorprendentemente, un quinto di loro utilizza più di un dispositivo alla volta mentre guarda video in rete.

Perchè questa distinzione è rilevane? Lo spiega Anil Jain, Senior Vice President & General Manager, Media at Brightcove: Nei piani delle aziende emittenti – spiega  – si dovrà fare molta attenzione ad unire la qualità dei contenuti con la migliore distribuzione, reperibilità e pertinenza delle inserzioni pubblicitarie in relazione ai contenuti e allo spettatore. Più il contenuto è personalizzato, maggiori possibilità ci sono che il pubblico accetti l’inserzione ?C in questo modo gli editori possono raggiungere gli obiettivi di business.”

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