Market & Business

Uber lancerà il suo servizio in oltre 100 città in Cina nel 2016

Uber Shangai

In lancerà il suo servizio in oltre cento città entro il 2016: questo è quanto ha dichiarato il CEO Travis Kalanick durante un evento a Pechino organizzato da Baidu, raddoppiando l’obiettivo per il mercato cinese che la società si era prefissata appena tre mesi prima.

La dichiarazione di Kalanick arriva in un momento in cui la divisione cinese della società ha raggiunto un finanziamento complessivo di 1,2 miliardi di dollari, durante il suo round up di finanziamenti iniziato qualche mese fa; la società però è ancora lontana dall’eguagliare il suo competitor sul territorio (Didi Kuaidi) che ha raggiunto i 3 miliardi di investimenti.

Le due aziende stanno spendendo molto per finanziare le proprie attività e guadagnare quote di mercato, il trasporto collegato ad Internet è diventato, infatti, uno dei settori più redditizi al mondo, in particolare in Cina. “Quest’anno, quando abbiamo iniziato, possedevamo circa l’1% della quota di mercato; oggi, nove mesi più tardi, oscilliamo tra il 30% e il 35%“, ha sottolineato Kalanick, il quale però non ha specificato se tale mercato è da intendersi per tutti i servizi, taxi compresi dove Didi Kuaidi domina, o solo per quelli connessi alle auto private.

Reuters sottolinea come, durante il discorso, Kalanick abbia adottato il linguaggio della burocrazia cinese, concentrandosi su temi favoriti del partito comunista, come l’armonia e la stabilità: “Stiamo osservando come il governo sia particolarmente aperto al progresso il quale, sia che porti più posti di lavoro e meno inquinamento, sia che riguardi meno congestione per le strade o un migliore utilizzo delle infrastrutture, deve sempre essere in armonia con la stabilità“, ha concluso il CEO di Uber.

La dichiarazione di Kalanick arriva in un momento di forte espansione, in particolare proprio in Cina e in India, confermando gli sforzi della società nel mercato asiatico dove, evidentemente, ha trovato un terreno più fertile per il proprio business rispetto all’Europa: attualmente, infatti, l’India è il secondo mercato per la società dopo gli Stati Uniti, ma con questa mossa il mercato cinese sembra essere uno degli obiettivi primari.

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