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Software libero: quali vantaggi in termini di ROI?

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Spesso, nel proporre una migrazione verso o l’implementazione di un nuovo progetto su tecnologia open source ci si sente chiedere quale vantaggio otterrà l’azienda utilizzando  tecnologia open source  piuttosto che closed source.
In realtà è effettivamente difficile quantificare in termini monetari quale possa essere il vantaggio di una soluzione piuttosto che un’altra  per un progetto informatico.
Licenze libere, disponibilità del codice sorgente, supporto della comunità, maggiore sicurezza nei confronti delle minacce dei virus,  non sono fattori ai quali si possa assegnare un valore economico senza esporre il fianco a valutazioni differenti.

ROI-imageProveremo qui  a fare il punto della situazione sulla valutazione del costo, e quindi degli investimenti e del relativo atteso in funzione dell’implementazione di software Open Source in azienda.
In questo primo articolo presenteremo il ROI, cercando di descrivere in termini semplici  cosa significa e come funziona, mentre nella successiva faremo un esempio pratico di calcolo del ROI su un progetto open source e cercheremo di ragionare su una formula applicabile fino a ricavarne un foglio di calcolo con il quale fare qualche esperimento.

Il ROI, o “Return of Investments” (ritorno sugli  investimenti), è un calcolo utilizzato in finanza  per determinare se un investimento sia redditizio e come si ripagherà nel tempo.
Molte aziende, soprattutto le più strutturate, utilizzano da molto tempo questo metodo per valutare i progetti e prendere decisioni in merito.
Il calcolo, in termini molto semplificati, è il seguente:

ROI= risultato operativo/capitale investito netto

Il calcolo del ROI  può essere utilizzato per la valutazione di qualsiasi tipo di investimento, quindi anche quelli relativi all’informatica e, nel nostro caso, lo utilizzeremo in relazione alla implementazione di software Open Source.

La difficoltà sta solo nel definire quali voci di spesa dovranno essere contemplate nel calcolo del capitale investito e quali dovranno esserlo nel calcolo del risultato operativo.

Ovviamente, come per qualsiasi risultato ottenuto a partire da assunti arbitrariamente scelti, ogni risultato potrà essere confutato semplicemente cambiando gli assunti di partenza.
Cercheremo quindi di proporre una metodologia il più possibile lineare e semplificata al fine di ottenere indicazioni generali e non valori economici assoluti in termini di bilancio aziendale, cosa che lasceremo volentieri a più titolati esperti finanziari.

TCOCome prima cosa dovremo individuare quali voci contemplare nei calcoli così da ottenere i valori da inserire nella nostra formula per il calcolo del ROI. Introduciamo il concetto di Total Cost of Ownership” o TCO, ovvero il costo che l’azienda deve sostenere per implementare un qualsiasi progetto od utilizzare un oggetto.

Ad esempio, parlando di un computer, il TCO comprenderà oltre al mero costo di acquisto, anche altri costi come ad esempio quello di  apparati di supporto come gruppo di continuità, del  software, della scrivania sulla quale sarà posizionato, della corrente elettrica consumata, della installazione, dell’istruzione dell’operatore, della implementazione del punto rete, e via dicendo.
E’ ovvio che quando si lavora ad un progetto è necessario fare mente locale al TCO per evitare brutte sorprese.

Nella nostra formula il  valore del “capitale investito netto” (CIN)  può essere assimilato al valore del TCO che andremo a calcolare.
Se si è accorti nelle valutazioni, non vi sono grosse difficoltà nel calcolo. Si tratta di individuare le voci di spesa necessarie all’implementazione del software Open Source.
Queste voci saranno dedotte dal progetto; avete un progetto, si?
Se non l’avete, forse dovrete ripensare al vostro metodo di approccio al problema.
Vi lascio con un compito per casa:  dovendo definire il progetto per un piccolo CED, quali voci di spesa prendereste in considerazione ?

 

Paolo Giardini

Paolo Giardini

Paolo “aspy” Giardini, direttore di OPSI, Osservatorio Nazionale Privacy e Sicurezza Informatica, organo di AIP (Associazione Informatici Professionisti, per la quale ricopre anche l’incarico di Privacy Officer) si occupa da oltre venti anni di Sicurezza Informatica, Privacy, Computer Forensics ed Open Source, svolgendo attività di analisi e consulenza e tenendo corsi e seminari in Italia ed all’estero.
Svolge attività di Consulente Tecnico di parte (CTP) e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso diverse Procure della Repubblica e Tribunali. Nel tempo libero si dedica alla organizzazione dell’hacker game che ha creato, “CAT – Cracca Al Tesoro”.

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1 Commento

  1. MarcoAlici

    07/09/2015 alle 10:09

    Si può usare come esempio applicativo il caso Pesaro?

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