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Nasce Alliance for Open Media: da Google a Netflix, insieme per creare formato video open

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Si chiama ed è la nuova “alleanza” strategica che alcuni dei maggiori colossi tech e di internet hanno stretto per lavorare alla definizione di codec e standar multimediali di prossima generazione, a cominciare da un formato che sia “open source” e slegato dai diritti. Nel gruppo, in cui spicca però l’assenza di Apple, vi sono anche Google, Amazon, Microsoft, Cisco, Intel e Mozilla.

L’obiettivo, spiegano in una nota congiunta, è quello di creare nuovi formati per i contenuti multimediali da fruire online che siano in grado di funzionare “su dispositivi di ogni tipo e per utenti di tutto il mondo“. L’alleanza, definita dai sottoscrittori come “necessaria”, nasce in un momento di massima espansione del mercato dei video online, evidenziato dall’esordio di diversi servizi per le dirette in streaming tipo Periscope e Meerkat o dall’espansione dei servizi tv online. In questo contesto l’Alleanza vuole creare specifiche per un codec video royalty-free grazie al contributo dei membri, e successivamente le specifiche per il formato video nel complesso tenendo in considerazione crittografia dei contenuti e streaming adattivo. In sostanza, si propone di soddisfare la crescente domanda internet di video, audio, immagini e streaming  di alta qualità,  per dispositivi di tutti i tipi e per gli utenti di tutto il mondo.

Il focus iniziale dell’alleanza sarà posto, quindi, sul realizzare format video di prossima generazione:  

  • interoperabile e open
  • ottimizzato per il web
  • scalabile per ogni moderno device
  • progettato per un basso impatto computazionale ed ottimizzato per l’hardware;
  • flessibile per contenuti commerciali e non commerciali, inclusi i contenuti generati dagli utenti. 

La Alliance for Open Media è un progetto della Joint Development Foundation, una organizzazione indipendente non-profit che aiuta, tra le altre cose, le imprese a fare gruppo e lavorare per stabilire standard e collaborazioni per lo sviluppo di codice sorgente. Il gruppo di sottoscrittori della nuova alleanza prevede di pubblicare il codice sotto licenza Apache 2.0 e opererà in base alle norme sui brevetti del W3C, cioè i membri rinunceranno alle royalties provenienti dall’implementazione del codec e dai brevetti relativi. 

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