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IDC: il SaaS avrà quasi il 70% del mercato public cloud in Europa nel 2015

Cloud

I servizi di cloud pubblico si stanno gradualmente facendo strada in Europa centrale e orientale (CEE) con un valore di mercato totale che dovrebbe raggiungere i 386 milioni di dollari (esclusa la Russia) nel 2015. E’ quanto stima in base a una serie di relazioni sul cloud: il Software as a Service () rappresenta la categoria più ampia (69%) grazie a una serie di vantaggi percepiti come la trasparenza dei costi, una agevole esperienza utente, l’accesso multipiattaforma e collaboration avanzata. L’analisi di sulla domanda di cloud pubblico indica che, nel corso dei prossimi cinque anni, le spese per le infrastrutture, com IaaS e PaaS andranno a triplicare, mentre la spesa in SaaS raddoppierà.

Multinazionali fornitrici di servizi cloud come Microsoft, Google e Amazon Web Services hanno stabilito una solida presenza nella regione CEE, e il mercato è sempre più popolato da decine fornitori internazionali di SaaS meno noti. A dispetto di un ambiente competitivo che include, Zoho, Sopra Steria (HR Access), SugarCRM, Netsuite, e Qualys, i giocatori locali stanno trovando una quota di mercato sufficiente per prosperare.

Cloud pubblico non è certo il santo Graal delle tecnologie, specifica IDC, anche se nondavvero presenta una potente soluzione per coloro che cercano scalabilità e agilità e non sono costretti da un quadro normativo rigido. Le soluzioni cloud possono essere vantaggiose, aggiunge IDC, per le piccole start-up e per imprese dinamiche che non hanno flussi di cassa prevedibili. “Il vero potere del cloud pubblico deriva dall’integrazione con altre fonti di erogazione di tecnologia, sia essa tradizionale on-premise o cloud privato, poichè aumenta le opzioni per la distribuzione delle applicazioni,” afferma Vladimir Kroa, responsabile IT Business Services e Solution di IDC. “Gli utenti possono scegliere di mantenere i carichi di lavoro sensibili on-premise o nel cloud privato, mentre altre applicazioni, meno sensibili possono essere migrati al cloud pubblico.”

E’ chiaro che la tecnologia cloud ha creato una rottura nei modelli tradizionali di erogazione. Resta da vedere come i fornitori riusciranno a partire da tale disruption in reale opportunità. “I fornitori di servizi agili di domani dovranno aver previsto soluzioni cloud nel loro portafoglio, ma non devono presentare il cloud pubblico in modo isolato. Al contrario, un approccio olistico al cloud deve essere in grado di rispondere alle esigenze del cliente su sicurezza, privacy, e integrazione ” aggiunge Kroa.

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