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Andamento e futuro dell’open source: l’indagine 2015

Open sourc

Negli ultimi anni ma ancor più nei prossimi a venire la filosofia e i prodotti (OSS) si attesteranno come caratterizzanti le forze trainanti nel settore dell’innovazione tecnologica, del cloud computing, dei big data e dei social media. L’ultima indagine annuale realizzata da North Bridge e Black Duck The Future of Open Source 2015 ha rivelato infatti che il 78% delle aziende preferisce far ricorso a strumenti Open Source.

I risultati dell’indagine, il cui campione è riferito a 1300 professionisti dell’IT, evidenziano la crescente adozione del software libero, da parte di aziende ed organizzazioni e che è  quasi raddoppiata nel corso degli ultimi 5 anni. Entrando in dettaglio il 78% degli intervistati ha dichiarato che le proprie aziende ricorrono in tutto o in parte a software OSS per le proprie attività e di queste il 66% considera questa tipologia di software la prima opzione da proporre ai clienti nello sviluppo dei propri prodotti e servizi.

Paolo Santinelli, Partner di North Bridge ha commentato i risultati dello studio comparandoli con il percorso e i dati degli ultimi nove anni: “L’open source ha consolidato la sua posizione di base predefinita per lo sviluppo software. Si sta infiltrando in quasi ogni aspetto della moderna impresa superando addirittura l’utilizzo dei pacchetti proprietari in termini di qualità, costi, personalizzazione e sicurezza. Nei prossimi anni, vedremo l’open source sbloccare il potenziale di una nuova generazione di tecnologie -Internet of Things, big data e cloud computing”.

Queste affermazioni trovano riscontro concreto nei dati raccolti dall’indagine 2015  secondo i quali 8 aziende su 10 ritengono che l’Open Source migliori i margini dei rendimenti economici e la crescita del fatturato; anche per questi motivi negli ultimi anni queste stesse aziende hanno deciso di investire in prodotti, servizi del software libero poiché offre notevoli vantaggi anche in termini di migliore concorrenza e maggiore facilità di implementazione rispetto ai software proprietari (lo conferma il 43% degli intervistati). E’ emblematico inoltre che il 64% delle aziende interpellate partecipi attualmente a progetti di sviluppo in open source e che nel corso dei prossimi 2-3 anni il 39% voglia iniziare nuovi progetti esterni e il 47% voglia concentrarsi sullo sviluppo di rilascio di strumenti interni.

Anche in termini di sicurezza la percezione delle prestazioni degli strumenti del software libero è migliore rispetto a quelle del software proprietario (55% attualmente del campione con una previsione di crescita nei prossimi 2-3 anni fino a raggiungere il 61%); ed infatti nel valutare  e scegliere le tecnologie di sicurezza ad uso interno, il 45% del campione dichiara l’opzione open source come prioritaria. Il trend in crescita è stato rilevato nei prossimi anni anche in relazione allo sviluppo del cloud computing (39%), big data (35%), sistemi operativi (33%), e l’Internet delle cose (31%).

Questi i sette progetti open source ritenuti di maggior valore e con migliore impatto ed implementazione rilevato: OpenStack (per cloud computing)  e Docker (piattaforma open source per la creazione e distribuzione di applicazioni distribuite), Drupal (content management system), LibreOffice (per la realizzazione di documenti, fogli di calcolo, presentazioni), Linux e Ubuntu (sistemi operativi) e PostgreSQL (per la gestione  di banche dati).

 

 

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cyberharassment e cybersafety. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Al suo attivo (italiano, francese ed inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore ICT e digitale: TechEconomy, Girl Geek Life.

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