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Amazon chiude il servizio pay-per-click: disappunto dei retailer partner

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sta gradualmente chiudendo il suo programma di pay-per-click che ha permesso alle aziende partner di deviare il traffico dalla piattaforma del gigante dell’e-commerce verso i propri siti web: un portavoce della società di Jeff Bezos ha confermato che il servizio sarà interrotto definitivamente a ottobre, generando malumori e perplessità da parte di chi ha usufruito del sistema.

I nostri clienti hanno avuto buoni riscontri con il programma perché ha permesso un sistema di collaborazione con Amazon che ha reso possibile di mantenere riservati i dati delle transazioni”, ha dichiarato Scot Wingo a Reuters, il Presidente Esecutivo di ChannelAdvisor, società che aiuta i retailer a vendere tramite e-commerce.

Il pay-per-click di Amazon ha permesso a molte aziende che non vendono tramite il colosso di acquistare spazi pubblicitari sul suo sito: si tratta di annunci mirati per specifiche chiavi di ricerca che avrebbero permesso agli utenti di acquistare direttamente dal sito del rivenditore, evitando la transazione attraverso Amazon.

Wingo ha aggiunto che il sistema di pay-per-click del colosso di Bezos è molto popolare tra i retailer grazie al suo elevato tasso di conversione e che gli inserzionisti sono rimasti sorpresi quanto delusi dalla mail che annuncia la chiusura del servizio: un portavoce dell’e-commerce ha confermato il cambiamento e ha dichiarato che dal 31 ottobre il programma pay-per-click non sarà più disponibile.

In Amazon rivediamo costantemente i servizi che offriamo ai partner per aiutarli a raggiungere meglio la nostra base di clienti e per far crescere il loro business“, ha dichiarato la società in un’email a Reuters, tentando di rassicurare le aziende deluse.

La società di Jeff Bezos vive un momento particolarmente positivo e quest’azione è pensata probabilmente per mantenere la rotta intrapresa in questo trimestre, nel quale il gigante del commercio online ha fatto registrare utili per 92 milioni di dollari e vendite in rialzo vertiginoso del 20%, per un totale di 23,18 miliardi di dollari. E dire che solo un anno fa si assisteva a un crollo dei guadagni del gruppo di Seattle, con perdite pari a 126 milioni di dollari.

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