Mobile Payment

Cina: pronta norma per “costringere” i colossi a offrire servizi di online payment concorrenti

alibaba

Il Governo cinese ha presentato una nuova proposta normativa per la regolamentazione dei pagamenti online che potrebbe costringere varie società operanti nel digitale, tra cui , Baidu e Tencent, a mettere a disposizione degli utenti i servizi di transazione online dei propri competitor.

Gli istituti di pagamento dovrebbero rispettare pienamente il diritto dei clienti a scegliere, e non devono costringerli a utilizzare necessariamente i loro servizi di pagamento online, e, inoltre, non possono fermare le operazioni dei consumatori che utilizzano altri servizi di pagamento online forniti da aziende diverse”, recita il disegno di legge pubblicato sul sito della Banca popolare cinese.

La mossa potrebbe sbilanciare gli attuali equilibri nel settore del digital payment in Cina, spiegano gli osservatori, dove Alipay, che fa parte del gigante Alibaba ed è affiliata alla sua società finanziaria Ant Financial, ha finora dominato nettamente il mercato (i dati dicono, infatti, che nei primi dieci mesi del 2014 il 54% delle transazioni digitali complessive in Cina avveniva proprio attraverso Alipay).

Secondo le norme, quindi, Alibaba dovrà mettere a disposizione sul proprio e-commerce la possibilità di pagare attraverso i servizi di Tencent (che finora era disponibile nel secondo e-commerce sul mercato JD.com) o attraverso gli altri servizi offerti dalla società di ricerca Baidu. Naturalmente, però, c’è anche il rovescio della medaglia: anche le altre piattaforme dovranno dare agli utenti la possibilità di pagare attraverso Alipay.

La Cina sta cercando in questo periodo di regolare maggiormente il proprio Paese per quanto riguarda il digitale, in forte evoluzione all’interno dei propri confini anche grazie alla crescita della penetrazione degli smartphone. Non è la prima volta, infatti, che le normative ostacolano i progetti di Alibaba: basta ricordare il caso MyBank, la banca digitale del gruppo che ha dovuto ridimensionare il proprio portafogli di offerte proprio a causa della mancanza di permessi da parte delle autorità cinesi.

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