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I 4 punti di Altimeter sul rapporto tra social media e aziende

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Sono passati quasi dieci anni ormai da quando i hanno cominciato a entrare gradualmente nel business delle società, costrette (quest’ultime) a rispondere a quello che di fatto è stato un radicale cambiamento nel modo in cui oggi comunichiamo e ci esprimiamo in tutto il mondo. Per analizzare quanto è successo e comprendere lo stato attuale dei nelle imprese, Altimeter ha realizzato un report che si chiama “State of ”, focalizzato proprio sull”uso degli strumenti digitali come strumento di lavoro, cercando di comprendere le prossime sfide e le attuali difficoltà.

In sintesi, quello che emerge è che le aziende devono ancora lottare per una piena integrazione degli strumenti digitali, specialmente ai livelli del top management che, culturalmente, li relegano ancora a settori secondari e di poca importanza strategica. Analogamente si può affermare quasi lo stesso per quanto riguarda le aree delle risorse umane: in pochi riescono a lavorare a stretto contatto con gli altri reparti e quelle poche imprese che, invece, hanno attivato forme integrate di employer advocacy stanno ottenendo risultati non ignorabili. Segnali positivi, invece, arrivano dalle spese di budget future, in forte aumento per i social media aziendali.

In dettaglio, ecco i punti principali emersi dal report:

L’integrazione degli strumenti social soffre dalla mancanza di strategie coese: i social non sembrano rappresentare un elemento importante per il top management, mentre la maggior parte degli strategist che si occupano dei social media intervistati ritengono che l’integrazione dei social media in tutte le aree aziendali sia una priorità assoluta. Inoltre, l’82% delle imprese dichiara di aver messo in piedi un processo di integrazione degli strumenti digitali che vedrà risultati per la fine del 2015, ma solo il 36% pensa di essere riuscito a costruire un piano pluriennale strategico che vede un serio coinvolgimento dei social media.

Abbattere i silos informativi tra le varie aree aziendali richiede la partecipazione dei leader: ampliare l’utilizzo dei social, in particolare l’abbattimento dei silos aziendali per una migliore comunicazione interna richiederà un impegno decisamente maggiore da parte del top management. Ottenere una maggiore attenzione sui social da parte dei direttori aziendali è una priorità assoluta per oltre un quarto degli strategist intervistati: solo il 27% ha riferito che i dirigenti e i Presidenti sono attivi sui social in maniera utile ed è necessario, quindi, spostare la mentalità dei leader che vedono gli strumenti social come qualcosa da relegare ancora solo agli stagisti o comunque ai dipendenti di livello inferiore, a qualcosa di strategicamente più rilevante.

Le iniziative per coinvolgere i dipendenti nelle azioni sui social richiede l’aiuto dei settori HR: le due priorità rilevate per quest’anno riguardano i programmi focalizzati sui dipendenti, ovvero sul loro impegno sui social e nello specifico all'”employer advocacy”. Il 60% delle organizzazioni che hanno risposto alle interviste hanno dichiarato che i dipendenti hanno avuto subito un coinvolgimento in fase di progettazione (o comunque durante il primo anno di attività) dei programmi di social business. L’interesse per l’employer advocacy è, infatti, cresciuto del 191% dal 2013, con il 45% degli intervistati che lo ritiene un obiettivo importante. Se da un lato però l’interesse è forte, solo il 19% degli intervistati ha dichiarato che il settore HR è regolarmente impegnato in gruppi di lavoro interdipartimentali per aiutare questo processo: si tratta di un problema da risolvere.

Il social advertising è un’area in crescita ma ancora da perfezionare: il 38% delle organizzazioni che hanno risposto al sondaggio prevede di spendere più del 20% del loro budget destinato in attività pubblicitarie sui canali social nel 2015, rispetto al 13% di un anno fa. Per supportare tali attività però, solo il 35% delle organizzazioni possiede dipendenti provenienti da aree di comunicazione pubblicitaria regolarmente impegnati in attività di pianificazione social e solo una parte di loro ha dato un ruolo centrale all’advertising sui social network. Nonostante questo però, i segnali sono positivi: il 55% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che lo sviluppo di una strategia integrata per l’advertising digitale è una priorità non trascurabile.

L’analisi di è basata su interviste mirate ad esperti e a fornitori di tecnologie e su un questionario distribuito a 113 strategist presso aziende che possiedono più di 250 dipendenti.

www_altimetergroup_com_pdf_reports_2015-State-Of-Social-Business-Altimeter-Group_pdf

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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