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Datacenter ed efficienza energetica nell’#IoE: intervista a Davide Zardo

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Con miliardi e miliardi di sensori e dispositivi connessi il consumo energetico dell’ecosistema digitale non tarderà ad essere avvertito. L’impatto energetico dell’innovazione è un aspetto del fenomeno dell’ che sempre più spesso sta finendo nella lente di ingrandimento di chi studia e misura quali sono i reali impatti in termini di sostenibilità degli ecosistemi digitali. In effetti, La strada è una sola: porre alla base delle proprie strategie di business una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità energetica.

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Davide Zardo è vice presidente della divisione IT di Italia.

Ne abbiamo parlato con Davide Zardo, vice presidente della divisione IT di Schneider Electric Italia sponsor dell’evento IoETalks che si è svolto a Roncade il 17 giugno.

I dati parlano di un fenomeno inarrestabile” spiega Zardo “se nel 2012 il New York Times denunciava che i Data Center in quell’anno hanno consumato 30 miliardi di watt di elettricità a livello mondiale, ovvero quanto l’energia prodotta da 30 centrali nucleari, DatacenterDynamics ha calcolato che negli ultimi anni il consumo è cresciuto di quasi il 20% percento anno su anno. Questi numeri sono ancora più inquietanti se misuriamo la ridondanza e “sporcizia digitale” presente sulla Rete: secondo IDC, il 75% del mondo digitale è una copia, mentre ICF International stima che – già nel 2009 – la “posta-pattumiera” rappresentava il 97% di tutte le mail in circolazione (62.000 miliardi di messaggi). Alla luce di tutto questo, l’efficienza globale del Data Center si conferma un fattore chiave anche e soprattutto alla luce della crescita esponenziale dei dati che l’Internet of Everything porta con sé.”

Ecco perché, come Schneider Electric “crediamo che la sostenibilità sia parte fondamentale dei valori della gestione di impresa e che vada integrata non solo negli aspetti operativa ma nella visione complessiva dell’azienda che ha una responsabilità verso la società.” Lo hanno capito, ad esempio, le aziende in cui il costo dell’energia entra direttamente nel conto economico dell’impresa stessa e in cui ecologia e sostenibilità non è più solo una moda. Lo hanno compreso molti CEO se è vero che, in un recente sondaggio CDP il 93% degli intervistati ritiene che la sostenibilità sia essenziale per il successo dell’azienda.

Ma cosa vuol dire parlare di efficienza energetica oggi? Secondo Zardo le dimensioni da considerare sono molte e coinvolgono edifici, manufacturing e luoghi “speciali” che sono i Data Center, motori dell’innovazione. “Qui la sensoristica diffusa permette di acquisire molti dati sul fronte energetico, tali da poter monitorare l’infrastruttura, rendendola vivibile e accessibile anche in mobilità e da remoto. E, in caso di necessità, si possono attivare rapidamente interventi in loco di specialisti.” I vendor stanno rispondendo a questa aumentata consapevolezza in modo da proporre scelte in grado di conciliare tutte le esigenze, con un’offerta sempre più sofisticata, che spazia dalla ricerca di efficienza in aspetti tradizionali quali l’alimentazione e il condizionamento dei Data Center all’utilizzo di tecnologie innovative che permettono di risparmiare anche nello spazio occupato. Schneider Electric, ad esempio, con la sua suite DCIM offre ai clienti strumenti di gestione software appositamente studiati per far funzionare al meglio il Data Center, con attenzione posta sulla massima efficienza durante tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione e costruzione, a funzionamento, assessment e pianificazione. E ancora soluzioni anche per l’: “Recentemente, abbiamo annunciato un nuovo modulo che va ad aggiornare la suite ottimizzando l’utilizzo dell’energia necessaria per raffreddare il Data Center e diminuendo il pericolo di rischi termici. “Schneider Electric Data Center Operation: Cooling Optimize” aggiunge intelligenza e controllo, riducendo la spesa energetica degli apparati di raffreddamento in uso, con un mix di aggiornamenti del software in grado di apprendere in modo intelligente, e di sensori wireless nei rack del Data Center. Con questa nuova feature, a regime, si può raggiungere una riduzione del 40% nei costi di raffreddamento.”

Quello che appare evidente è che l’Internet of Things sta accelerando un cambiamento nelle imprese, soprattutto nel modo con cui logiche IT entrano anche in comparti decisionali non necessariamente tecnologici. Spiega Zardo che tecnologie e IoE stanno progressivamente riducendo le distanze che, nelle imprese, ci sono tra funzioni diverse. Nel caso specifico gli IT manager sono sempre più vicini, a volte sovrapponendosi, ai facility manager e questo dà conto di un profondo cambiamento, spiega Zardo: “oggi il loro punto di incontro è nella connettività e gestione integrata dei dati, qui i due mondi oggi si incontrano anche per effetto dell’IoE.

E’, questa, una logica di squadra spesso emersa nel dibattitto sull’IoE e che ci viene ribadita anche da Zardo: come Schneider Electric “noi interveniamo sulla capacità di gestire in modo efficiente l’infrastruttura fisica con soluzioni. scalabili e sostenibili a supporto anche dei Data Center. Ma oggi l’infrastruttura fisica deve interagire con quella di rete.” L’unico modo per realizzare questo passo in avanti è stringere collaborazioni strategiche: “con l’Intenet di tutte le cose, si conferma prioritaria e strategica la possibilità di collaborare con dei partner ad alto valore in grado di integrare e completare i vari tasselli di un’offerta sempre più estesa e servizi per i clienti sempre più variati e variabili.”

Di qui la collaborazione con Cisco, anche in occasione dell’IoETalks di Roncade, con cui l’azienda condivide una visione di futuro che passa anche per l’ascolto del territorio. “Noi ci rivogliamo a quei partner  in grado di approcciare in modo strutturato tutti gli interlocutori, siano essi CIO nel Data Center, facility manager nel building, responsabili dello stabilimento nella fabbrica, che si fanno interpreti di questa rivoluzione digitale e sanno declinarla per renderla comprensibile a tutti.”

In chiusura, Zardo lancia quello che sembra un appello, anche alle imprese italiane: l’IoE si realizza anche usando sempre di più, quale che sia l’ambiente: mondo Data Center, edifici intelligenti o manufacturing, strumenti di misura adeguati per capire davvero, dati alla mano, dove si è e cosa si può fare per migliorare continuamente sulla strada dell’efficienza e del risparmio energetico. “Questi strumenti sono fondamentali per rappresentare modelli di crescita utili per le strategie complessive dell’azienda. Ad esempio per sapere, in anticipo, cosa accadrà all’infrastruttura in caso di modifiche agli stessi Data Center e permettere di valutare davvero l’impatto del cambiamento.”

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