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#ConnectedCar: l’auto senza conducente di Google sbarca sulle strade di Austin

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Le automobili senza conducente di casa sono arrivate ad Austin, lasciando per la prima volta le strade di Mountain View dove lo scorso giugno le macchine hanno iniziato le prime prove. Lo “sbarco” su strade nuove implica la volontà di eseguire test approfonditi in strade trafficate e con condizioni differenti.

Google ha dichiarato che l’auto predisposta per il test è un Suv della Lexus (precisamente il Lexus RX450h) e ha già percorso molti tratti di strada nei quartieri a nord e nord-est del centro di Austin per un paio di settimane. La vettura è stata dotata di sensori e telecamere in grado di creare in real time mappe dettagliate delle strade, dei cartelli stradali, delle zone trafficate e altre informazioni importanti per la guida dell’auto, ma anche per il tracciamento costante della sua posizione.

Durante la fase di test ad Austin, due piloti “di sicurezza” saranno presenti all’interno della vettura per prenderne il controllo in caso di pericolo e fornire feedback e report agli ingegneri di Google, come ad esempio i tempi di reazione di frenata o di come l’auto si comporta in curva, in situazioni di traffico intenso o di forte presenza pedonale.

I nostri sensori permettono una visibilità a 360 gradi intorno al veicolo in ogni momento, ad una distanza che corrisponde quasi a quella di due campi di calcio” ha dichiarato un portavoce di Google a CNET aggiungendo inoltre che, a differenza degli esseri umani, “l’auto non si distrae”. Oltre a questo, la società vuole anche conoscere come reagiscono le persone alla presenza in strada delle auto senza conducente.

La velocità delle vetture è stata limitata a 25 miglia all’ora per questioni di sicurezza, ma cosa succederà quando le vetture non avranno conducenti di “backup” e inizieranno a percorrere le strade a velocità normale? Proprio per rispondere a queste domande, il collaudo delle auto di Google nelle città è fondamentale: finora la società (se si escludono i vari test eseguiti a Mountain View) si era limitata a piccoli demo di un paio di giorni a Washington DC e nella stessa Austin.

A maggio, Google ha pubblicato un rapporto sul progetto, evidenziando che nel corso di sei anni e di oltre 1,8 milioni di miglia percorse, le sue auto sono state coinvolte in 12 incidenti minori. In tutti questi casi, secondo Google, la causa dell’incidente è stata l’errore umano di un conducente alla guida di un altro veicolo. Questo dettaglio conferma uno dei dubbi principali delle auto senza conducente: queste vetture possono condividere la strada con i piloti umani? I test di Austin, forse, serviranno a rispondere anche a questo.

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