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Lezioni franco-tedesche

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Mentre in Italia siamo alle prese con la notifica alla Commissione europea del piano strategico per la banda ultralarga e Vivendi acquisisce il 15% di Telecom Italia, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra arrivano interessanti indicazioni dalla Germania e dalla Francia sui possibili modelli infrastrutturali da seguire. In entrambi i casi la Commissione ha dato il via libera ad alcune misure che sono state oggetto di un lungo confronto tra i diversi attori nazionali, ma che confermano una volta di più come le infrastrutture di comunicazione di nuova generazione saranno il pilastro su cui si fonderà la competitività dei singoli Paesi europei.

fibra-otticaFibra per tutti. In Francia, il Governo (azionista di riferimento di Orange) ha puntato decisamente sull’estensione della fibra ottica fino a dentro casa secondo il modello FTTH (Fiber To The Home). Dopo un paio di anni di intenso confronto tra gli stakeholder sul modello regolamentare da adottare e le modalità di sostegno agli operatori si è raggiunto un punto di equilibro che ha consentito  investimenti complementari da parte dei diversi operatori  nelle aree a minore intensità concorrenziale.  Le risorse pubbliche vengono invece destinate alle aree a reale fallimento di mercato, secondo un modello già sperimentato per la diffusione della e che vede il coinvolgimento diretta da parte delle amministrazioni locali (i dipartimenti), con un approccio neutrale che vede poi il coinvolgimento dei privati per l’erogazione dei servizi ai clienti finali. Cluster territoriali e poi ognuno fa la sua parte.

Un  EoO molto simile all’EoI.  L’oggetto della notifica a Bruxelles riguarda il meccanismo utilizzato nelle aree meno dense, dove  gli operatori sono interessati ad investire, ma per le quali la duplicazione degli investimenti non renderebbe remunerativi gli interventi. Il modello proposto è un incastro di equilibrismi per garantire punti di concentrazione neutrali, le condizioni di accesso alle nuove reti e gli stimoli alla condivisione degli investimenti. In particolare, la tutela della concorrenza ha richiesto nuove obbligazioni in materia di accesso, interconnessione e interoperabilità. La ricetta messa a punto consiste in regole chiare per lo scambio di informazioni sulla disponibilità delle infrastrutture, secondo il modello dell’Equivalence of Output (EoO, rafforzato da specifici indicatori di performance), mentre nelle aree dove interviene in prima persona l’amministrazione pubblica il modello diventa di fatto quello dell’Equivalence of Input (EoI), come del resto raccomandato dalla Commissione. Trasparenza, Service Level Agreement e penali, sistemi informativi dedicati intendono evitare ulteriori rischi di discriminazione. Tempi di implementazione articolati in sei, dodici e diciotto mesi. Cartesiano. “No comments” la decisione della Commissione.

Due anni di lavoro  per 3 miliardi di euro.  La notifica della misura del Governo tedesco (da ricordare che anche in questo caso, lo Stato detiene una quota significativa di Deutsche Telekom) per diffondere la banda ultra larga (Aiuti di Stato per 3 miliardi di euro) nelle aree più remote  e nelle quali non sono previsti investimenti privati nei prossimi 3 anni, è stata presentata a febbraio 2014 e vede oggi l’esito positivo, dopo un lungo confronto con la Commissione. L’obiettivo è quello di garantire servizi con prestazioni ad almeno 30 Mbps, con la possibilità di arrivare a 50 Mbps nella maggior parte dei casi. Le condizioni da rispettare sono naturalmente quelle indicate nelle Linee guida comunitarie del 2013, per garantire l’accesso alla nuova rete da parte di tutti i concorrenti a condizioni eque e non discriminatorie. Il periodo di intervento è il 2014-2018. Tutto OK.

Vectoring, no grazie. La richiesta tedesca era anche di autorizzare il vectoring per garantire di raggiungere livelli prestazionali superiori. La Commissione però ha obiettato che tale soluzione richiede di utilizzare un unico fornitore per gli utenti attestati sullo stesso cavo e, quindi, con potenziali effetti anti-concorrenziali. Pur riconoscendo gli sviluppi tecnologici in corso che porteranno a superare il problema, fino a quando tale soluzione non sarà consolidata, l’utilizzo del vectoring non sarà consentito nell’ambito degli Aiuti di Stato. Aspettando la tecnologia.

Lezioni dall’estero, in attesa di quelle italiane.

 

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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