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Benchmark e-gov 2015: governi attivi ma bisogna fare di più su mobile, trasparenza e mercato unico digitale

europa bandiera

I governi e le autorità pubbliche europee stanno facendo passi avanti nel rendere disponibili online i servizi a vantaggio dei cittadini e delle imprese ma i progressi sono lenti e frammentati. E’ quanto emerge dalla 12ª edizione del report sulla misurazione dei servizi europei di eGovernment, pubblicato oggi dalla Commissione europea e realizzato dal Gruppo .

Quest’anno il benchmark sull’eGovernment, che ha monitorato oltre 10.000 siti web di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, si è focalizzato ancora sulla centralità dell’utente nel suo percorso attraverso vari eventi della vita come l’avvio di un’impresa, perdere e trovare un posto di lavoro, e studiare. Il rapporto rivela che l’Europa sta migliorando in maturità digitale per i servizi online: sono disponibili più informazioni e servizi, e ci sono più opportunità di ricevere supporto, aiuto e feedback online.

Passi avanti ancora non sufficienti

Secondo la ricerca lenti e fondamentali progressi sono stati fatti in ambito user experience ma, si legge in una nota, si potrebbe fare di più per aumentare la personalizzazione dei servizi pubblici online, in particolare per l’accessibilità via mobile, la trasparenza e la semplificazione dei servizi che sono gli aspetti più rilevanti per i cttadini. Questo, a fronte invece del numero crescente di utenti mobile, che permetterebbe ai governi di offire molti più servizi per di più,  personalizzati. Su questo fronte, c’è poco dinamismo: solo un sito web pubblico su quattro è mobile friendly. Esempi di buone pratiche mostrano che non appena i siti web sono sviluppati anche per il mobile, il numero di utenti aumenta in modo esponenziale. C’è una chiara necessità di una maggiore sensibilità a livello mobile che non viene affrontata in questo momento. Una positiva eccezione è il Regno Unito, dove i siti web pubblici mobile responsive hanno visto più che raddoppiare il traffico mobile dei loro omologhi europei1.

La mancanza di trasparenza sui processi, i dati personali, e le agenzie che forniscono servizi pubblici induce le persone ad andare offline e non aiuta a creare fiducia. Il benchmark sulla trasparenza mostra un miglioramento di 3 punti percentuale rispetto alla misurazione precedente, ma è ancora inadeguato in quanto si attesta al 51%.

La trasparenza delle organizzazioni pubbliche è superiore di 9 punti rispetto a questo benchmark (60%). E’ anche positivo che gli utenti abbiano ottenuto un migliore accesso ai propri dati personali trattati nei siti web pubblici (incremento di 5 punti percentuale, arrivando al 52%). Tuttavia, devono ancora affrontare notevoli ostacoli per quanto riguarda la chiarezza del servizio nel processo di delivery, come ad esempio, i tempi di processo, durata e risposta di un servizio relativo agli step che una persona fare per completare un servizio pubblico online dall’inizio alla fine (incremento di 2 punti percentuali, attestandosi al 41%). La fiducia è essenziale per attirare più utenti online e realizzare, di conseguenza, quei risparmi che i servizi online potenzialmente offrono.

La semplificazione è un altro importante fattore di personalizzazione dei servizi online. L’aspetto chiave relativo alle Authentic Sources è sceso di due punti nel 2014 rispetto al 2013. Questo significa che ci sono sempre meno casi in cui i form online sono stati pre-compilati con dati che i governi già conoscono sui propri cittadini. Ciò implica che i processi interni di governo non sono poi così “digitali” e che i potenziali incrementi di efficienza non sono stati ancora realizzati.

Il Mercato Unico Digitale è ancora lontano?

Un Mercato Unico Digitale ha un potenziale di crescita di 340 miliardi di euro, centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e una società attiva basata sulla conoscenza, secondo dati . Tuttavia un Mercato Unico Digitale non è ancora in vista, si legge nel report: solo alcune transazioni online sono possibili quando si fa richiesta di servizi pubblici all’interno degli altri Paesi dell’Unione Europea. L’indicatore di mobilità transfrontaliera non ha ancora raggiunto il punto intermedio, rimanendo a un livello basso (48%). Da segnalare però come quest’ultimo sia cresciuto di 4 punti rispetto all’ultima misurazione. In tutta Europa, in media, l’indicatore di mobilità transfrontaliera per motivi lavorativi sta registrando risultati positivi rispetto alla percentuale di mobilità dei cittadini (58% rispetto al 43%).

Domenico Leone, Vice President e Public Sector Leader di Capgemini Italia dichiara: “L’Europa deve sfruttare il potere della tecnologia moderna per trasformare i servizi pubblici e restare così al passo con le altre regioni mondiali. Al momento l’Europa ha del potenziale. La domanda chiave è capire se questo potenziale può essere usato per offrire un reale vantaggio. Pianificare strategie digitali per dare vita a un Mercato Unico Digitale è ora più rilevante che mai”.

Capgemini

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  1. Eloise

    04/12/2016 alle 08:22

    Shiver me timbers, them’s some great intiamrfoon.

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