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Digital Scoreboard 2015: Ue più digitale ma e-commerce e skill ICT restano fattori critici

europa bandiera

La Commissione europea ha rilasciato il Digital Agenda Scoreboard 2015 (qui i risultati della edizione 2014), il documento che analizza annualemente lo “stato” dell’unione rispetto al digitale e agli obiettivi 2015 dell’Agenda Digitale Europea. Il quadro che emerge quest’anno è sostanzialmente buono, se visto nel complesso, con molti obiettivi già raggiunti rispetto alla pianificazione Ue, ma molti altri sono ancora traguardi lontani. L’e-commerce, ad esempio, è una realtà che per le imprese è ancora distante anche a causa delle differenti normativa nazionale dei paesi, come pure la connettività delle aree rurali che resta un problema critico. Le cinque dimensioni di analisi di cui è composta l’analisi, in sostanza, insieme a svariati fattori positivi, conta anche molti altri fattori negativi.

A presentare, e commentare i dati, il commissario europeo per l’economia e la società digitali Gunther Oettinger, oggi, in occasione del Digital Assembly in corso a Riga. 

Connettività

Secondo il nuovo rapporto negli ultimi due anni si sono registrati 20 milioni di abbonamenti in più a Internet a veloce (almeno 30Mbps) in Europa ma, sottolinea, gli abbonamenti veloci restano meno di un terzo delle sottoscrizioni totali. Sul fronte mobile il 4G è disponibile per il 79% delle famiglie, rispetto al 27% di due anni fa.
La banda larga di base è disponibile a tutti in Europa cone le tecnologie fisse che coprono il 97% delle famiglie. Gli accessi di nuova generazione a reti NGA, con velocità sopra i 30Mbps, interessano il 68% delle famiglie, rispetto al 62% di un anno fa ma la copertura delle aree rurali resta significativamente inferiore, soprattutto per l’accesso alle reti NGA.
Il traffico Internet per utente (download e upload) è molto più elevato negli Stati Uniti che in Europa occidentale su entrambe le reti, fisse (75GB contro 39GB al mese) e mobile (1,8 GB vs 0.8GB al mese sugli smartphone).

Il Capitale Umano

Gli utenti di Internet continuano a crescere con il 75% della popolazione UE che ha usato Internet almeno una volta a settimana nel 2014; per la maggior parte l’uso di internet è un’attività quotidiana, con il 65% che ne ha fatto un uso quotidiano nel 2014; l’uso della rete da parte di categorie svantaggiate (individui appartenenti ad almeno uno dei tre gruppi: ‘età 55-74’, ‘basso livello di istruzione’ o ‘disoccupati, inattivi o in pensione’) continua ad aumentare: il report rileva che il 60% ha usato internet settimanalmente nel 2014. In questo senso, specificano, gli obiettivi dell’agenda digitale sono stati raggiunti  incontrati prima della fine del 2015.
Tuttavia il 18% della popolazione Ue non ha ancora mai usato internet: i principali motivi sono la mancanza di interesse, mancanza di skill specifiche e fattori legati ai costi. Il 40% della popolazione ha competenze informatiche insufficienti, tanto che l’ampia e crescente domanda di professionisti per l’ICT sta portando ad un divario di competenze che dovrebbe tradursi in 825.000 posti vacanti entro il 2020. Lo Scoreboard riporta, infatti, che l’impiego di professionisti ICT cresce più del 3% all’anno ma le imprese faticano a trovare personale qualificato nel settore: il 40% delle aziende che cercano personale in ICT hanno grosse difficoltà a trovarne.
Le maggiori mancanze sono previste in Germania, Regno Unito e Italia.

 eCommerce, il cloud e servizi online

Scoreboard2015Più della metà (57%) degli utenti web dell’Unione usano l’online banking e quasi i due terzi (63%) fanno shopping on-line. Lo shopping transfrontaliero cresce lentamente (+ 6,5 punti percentuali negli ultimi quattro anni); il 21% delle persone usa servizi cloud per memorizzare i file, mentre il 15% lo fa con lo scopo di condividere i file; solo il 15% dei cittadini nel 2014 compravano da recensioni un altro paese dell’UE.
Tuttavia 
solo il 14,5% delle aziende vende online, ovvero un aumento di soli 3,5 punti percentuali in cinque anni, e solo il 7% vende online in altri paesi a dimostrazione, spiega la ricerca, del permanere di forti barriere: alti prezzi di consegna e per il cambio merci, complessa tassazione nei diversi Paesi, mancanza di conoscenza delle regole e dei regolamenti. Se le regole per il commercio elettronico fossero eguali per tutta la Ue, politica su cui la Commissione sta fortemente accelerando, il 57% delle imprese Ue potrebbero considerare di vendere online, spiega lo Scoreboard.
Bassa, infine, anche l’adozione del cloud: il 97% delle imprese in Ue aveva una connessione internet nel 2014 ma solo il 19% ha usato servizi cloud.

E-government

Il 26% della popolazione utilizza i servizi di e-Government per presentare modulistica agli enti pubblici online (obiettivo dell’agenda digitale del 25%, raggiunto). Tale cifra rappresenta più della metà degli utenti potenziali di eGovernment. Ma se la maggioranza dei servizi pubblici sono ora disponibili, i servizi online non sono ancora facili da usare nè abbastanza trasparenti per superare le barriere che ne impediscono l’uso da parte della popolazione con meno competenze digitali.

Ricerca e sviluppo

Il settore ICT rappresenta il 4% del PIL dell’UE e impiega circa 6.2 milioni di persone. Il settore guida il 17% della spesa totale delle imprese in ricerca e sviluppo e rappresenta il 26% delle innovazioni tecnologiche dell’UE (misurata dai brevetti), il 19% dell’occupazione in attività di conoscenza intensiva, il 25% delle esportazioni di beni ad alta tecnologia, il 20 % delle esportazioni di servizi ad alta intensità, e il 23% dell’occupazione nelle imprese innovative.
Nel suo primo anno di implementazione Horizon 2020 ha allocato 1,5 miliardi di euro in fondi per 545 progetti nel campo dell’ICT coinvolgendo più di 2.000 organizzazioni. Sempre nel 2014, Reti del futuro, Internet e micro/nanosistemi sono le aree di ricerca che hanno avuto i finanziamenti più alti.

Indice DESI e l’Italia

L’analisi sullo stato digitale dei paesi Ue si completa con l’indice DESI di cui già a maggio sono stati diffusi i dati. Dati che collocano l’Italia solo al 25esimo posto su 28 paesi europei quanto a digitalizzazione.

DESI ITALIA

Fonte: DESI

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