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#IoETalks: approccio globale per puntare all’innovazione, intervista a Carmine Stragapede

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Carmine Stragapede

Carmine Stragapede è Direttore Generale di Intel Italia.

Lo abbiamo detto in molte occasioni: l’Internet of Everything cambia le regole del gioco e ridefinisce i modelli di business delle imprese. Non si tratta però di un cambiamento che impatta esclusivamente sulle linee produttive o sui servizi, quanto invece di un cambiamento che fa diretto riferimento al “come” le imprese stesse possano intendere il loro ruolo nei rispettivi comparti produttivi ma anche al di fuori di essi. “L’ impone un allargamento degli orizzonti, vista la sua identità fortemente contaminante, e spinge le grandi imprese ad adottare punti di vista globali quando si tratta di strategie, soluzioni e servizi” ci spiega il Direttore Generale di Intel Italia Carmine Stragapede, intervistato in occasione dell’IoETalks che l’azienda organizza insieme a Cisco Italia e che si sta svolgendo in queste ore.

L’IoE, secondo Stragapede, non può essere pensato solo sulla base di singoli elementi ma va affrontato “con un approccio end to end che copra l’intero processo. Diversamente è impossibile anche pensare i propri prodotti. Da qui la volontà di Intel di porsi non solo come produttore di processori, ma come attore che contribuisce a disegnare un’architettura globale end to end per l’IoE.” Ciò non vuol dire che con l’Internet of Everything le imprese debbano dimenticare la propria identità ma anzi, sfruttare tale visione strategica integrata come bussola per rispondere in modo più puntuale alle esigenze dei mercati verticali dell’IoE.

E’ cosa diversa pensare all’ che si applica al mondo wearable, e quindi realizzarne processori, diverso è pensare all’ambito industriale in cui parliamo, ad esempio, di efficientamento dei processi manifatturieri e di ottimizzazione del consumo energetico. “Per ognuno di questi mondi servono soluzioni diverse. Il concetto di base è che per rendere intelligente una componente per IoE servono processori che abbiano una intelligenza integrata che permetta di connettersi alla rete. Ma poi le soluzioni vanno diversificate e noi lo facciamo con Intel Quark, Intel Curie, e Intel Galileo. Soluzioni diverse per applicazioni e mondi diversi.”

Chi si occupa di IoE in ottica integrata non può fare a meno di lavorare e cercare soluzioni per due dei suoi principali nodi critici: sicurezza e interoperabilità. Il primo è un tema nodale: “l’IoE non potrà accadere senza affrontare il tema sicurezza a 360°. Pensiamo a cosa vuol dire mettere intelligenza e connettività in dispositivi che sono critici, per esempio in device legati al comparto salute. Attenzione: andiamo a distribuire intelligenze ma dobbiamo essere certi che la componente sia sicura sempre. Anche in questo caso vediamo come un approccio end to end sia l’unica strada possibile.”

Neppure senza interoperabilità l’IoE può funzionare: tutto sarà interconnesso, dati, persone, cose e processi perciò è impensabile che non ci siano standard di comunicazione per supportare questo dialogo continuo. “Non è una partita che si possa giocare da soli, servono aziende che parlino e si parlino. Intel ha fatto di questo la sua bandiera tanto che siamo tra i fondatori insieme a Cisco di due iniziative di rilievo per la standardizzazione: l’industrial Internet Consortium e l’Open Interconnect Consortium.”

L’iniziativa di Roncade, con l’IoE che arriva sul territorio, ribadisce il ruolo del dialogo tra imprese. “Con Cisco condividiamo da tempo una visione, quella di quanto sia importante promuovere la cultura dell’innovazione in Italia: insieme abbiamo deciso di andare in Veneto a raccontare l’IoE per diversi motivi” ad esempio ci sono tante iniziative interessanti su quel territorio, tante startup innovative e tanti distretti industriali che possono fare propri i concetti dell’IoE e “trasformarli in soluzioni.”

Il territorio, sottolinea Stragapede, ha bisogno di questi momenti di incontro perché la realtà locale ha fame di conoscere complessità e opportunità della seconda rivoluzione industriale che sarà. Una rivoluzione annunciata e che, in quanto tale, non può trovare l’imprenditoria italiana impreparata. Ne va del futuro del Paese: “ecco perché Roncade, con le startup, ed ecco perché personalmente ho tutta la volontà perchè questa iniziativa dal Veneto si sposti anche in altri distretti industriali italiani.” Perché la rivoluzione, e l’opportunità, ci sarà e deve poter essere per tutti.

 

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