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Innovare per crescere e per internazionalizzare: ecco il #R2B2015

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Offrire alle imprese e al mondo della ricerca un’occasione per incontrarsi, “contaminarsi” e guardare sempre più, e sempre con maggior forza, alle opportunità offerte dall’internazionalizzazione. L’edizione 2015 di R2B, che celebrava il suo decimo compleanno, ha avuto un filo rosso chiaro che è tornato ripetutamente in tutti i momenti salienti della manifestazione, dai convegni ai workshop, passando per l’esperienza di Innovat&Match: guardare anche al di fuori dei confini nazionali per crescere, puntando sull’eccellenza e sull’unicità del territorio dell’Emilia-Romagna.

L’ecosistema che funziona

foto 1 (5)Molti gli spunti emersi già dal primo dibattito di apertura: l’Europa, anche per effetto del crescente delle risorse Ue rispetto a quelle nazionali, sta progressivamente imponendo un ribaltamento di paradigma nelle attività di programmazione nazionale che chiama in causa un necessario aprire al coordinamento e integrazione delle iniziative nazionali con quelle europee. E’ un problema di prospettive, commenta Patrizio Bianchi, Assessore alla Scuola, Formazione professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna, intervenuto nella mattinata di confronto che ha aperto R2B. “La crisi ha fatto esplodere conflitti e contraddizioni: una parte del sistema produttivo in Italia cresce e una parte no con un rischio molto alto che non si riesca a generare una domanda aggregata complessiva adeguata, per stimolare consumi. Le imprese, quelle che riescono a piazzarsi immediatamente su cicli produttivi internazionali, ce la fanno a crescere” continua l’Assessore “mentre quelli che sono strettamente legati a domanda interna, si muovono a rilento. Ecco perchè in Italia si fa fatica a far crescere la nuova economia anche alle app” innovativa per definizione “perchè è un servizio alla persona e torna il problema della domanda aggregata.”

L’innovazione è una delle chiavi che permettono alle imprese di guardare al futuro purchè non si dimentichi l’importanza della ricerca: “In Italia spesso tra ricerca e business c’è un ponte che spesso, troppo spesso, si rompe” sostiene Stefano Epifani Chief Editor di TechEconomy, “ma rompere questa relazione virtuosa è un rischio perchè non consente di creare reali politiche di innovazione, a livello locale e nazionale, politiche che sono fondamentali per la digital transformation, anche in ottica di business e di competitività“. In questo senso il modello Emilia-Romagna funziona, ha spiegato Palma Costi, Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma, poichè ha puntato e investito per creare infrastrutture di ricerca e innovazione dedicate alle imprese, e ha creduto e puntato molto sul fatto che la ricerca “uscisse” e incontrasse la Pa. Questo vuol dire, che nel futuro dell’impegno della Regione e della PA nel complesso, ci vuole programmazione e coraggio: “nel breve periodo dobbiamo avere il coraggio di scegliere di fare scelte di lungo periodo” chiarisce Paolo Bonaretti, Direttore Generale di Aster.

Il World Food Research and Innovation Forum

Il tema internazionale dell’edizione 2015 ha reso R2B il palcoscenico ideale per annunciare e presentare il nuovo progetto regionale: il World Food Research and Innovation Forum. Iniziativa fortemente voluta dalla Regione Emilia-Romagna, è un progetto strategico per la partecipazione della regione a Expo Milano 2015.
Il progetto mira a creare un evento internazionale biennale dedicato ai temi della ricerca e della sostenibilità e della sicurezza nel settore agroalimentare e per l’alimentazione del pianeta tramite una piattaforma permanente con cui creare relazioni di competenze, esperienze e condivisione di progetti sul tema tra i maggiori attori nazionali e internazionali.
La partita della nutrizione passa attraverso l’innovazione” ha spiegato Simona Caselli, Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna, nel corso della presentazione dell’iniziativa “e con questo progetto la regione si candida a giocare un ruolo di primo piano” per quella che è la sfida delle sfide, secondo il prof. Fabio Fava, docente dell’Università di Bologna “portare più cibo a chi non ne ha e limitare sprechi. In questo senso ricerca e innovazione sono fondamentali.”

Startup, pubblico e privato insieme

Molte, moltissime, le startup presenti alla due giorni con idee di impresa con l’internet of things. Come la giovanissima startup Agromet che realizza servizi per la filiera agroalimentare basati su dati meterologici, ma anche la startup Trail Me Up che sfrutta almeno due ordini di “innovatività”, se volessimo contarli: la prima, la creazione di uno zaino intelligente con cui effettuare video a 360° dei sentieri di montagna e la seconda, l’elemento di condivisione e collaborazione volontaria che è alla base di molte delle iniziative dell’economia digitale.
E poi ancora esperienze di collaborazione pubblico privato, che si concretizzano in esperimenti come Micronet, uno dei Grandi Progetti strategici della Regione Emilia Romagna, che rappresenta un esempio di come risorse pubbliche, in questo caso la Camera Banca ospitata presso il laboratorio Mister del CNR – IMM di Bologna, possano essere messe a disposizione dalle imprese, in questa fase iniziale all’impresa Redox, per realizzare prodotti innovativi come, sempre in questo caso, circuiti integrati elettronici dotati di sensoristica MEMS.

R2B e Aster a supporto delle imprese e della ricerca

foto 1 (4)Research to Business ha rappresentato, anche quest’anno, il luogo in cui mettere a fattor comune le esperienze d’impresa e di ricerca della regione Emilia Romagna e non solo. Un momento per riflettere, come ogni compleanno che si rispetti: “Nel corso della sua storia R2B ha fatto tanti passi, non ultimo il matrimonio con Smau e nel futuro abbiamo intenzione di rendere l’evento ancora più internazionale, ancora più aperto ma sempre con un importante radicamento sul territorio.” A parlare è Marina Silverii, vice direttore di Aster. Quest’anno è stata scelta una immagine significativa per rappresentare il Consorzio: una mano di donna che sostiene un cervello stilizzato che è anche una unione di punti di una rete, una rete che simbolicamente viene offerta a tutto il territorio e a tutta la comunità. “Aster vuole essere un nodo di quell’immagine, mettere insieme e valorizzare ciò che c’è sul territorio, creare reti nazionali e internazionali per rendere la regione un HUB nazionale ed europeo sull’innovazione.” Dopo dieci anni il dubbio che la manifestazione potesse mostrare qualche segno di invecchiamento, c’è stato, ammette il vide direttore “ma l’impressione è che la stanchezza non ci sia stata ma anche anzi, sia forte la domanda per avere momenti di incontro come questo. Senza dimenticare l’Europa: il Roadshow nazionale è già stato fatto e ora puntiamo a quello europeo.”

Quella appena trascorsa è stata anche una edizione che si lega a un momento storico particolare, spiega Fabio Rangoni, Presidente di Aster “Fino ad ora la ripresa è stata pilotata da aziende leader già innovate e già internazionalizzate: adesso è il momento di arrivare anche alle piccole e medie imprese perchè anch’esse partecipino attivamente al rilancio.” In questo senso l’impegno di Aster è alto, sia a supporto del necessari processo di innovazione del prodotto legate all’innovazione tecnologica, “con l’aiuto che offriamo a startup, laboratori che fanno ricerca industriale, etc… Ma l’impegno resta focalizzato anche sulla loro necessità di internazionalizzare, lo dimostra Innovat&Match con 600 incontri one to one nella sola edizione 2015.”

Research to Business ha mostrato chiaramente che l’innovazione passa per momenti di incontro, passa per la contaminazione necessaria tra mondi ed esperienze diverse, e passa anche attraverso il coraggio che le imprese, e la PA, devono avere per innovare nell’era della digital transformation. C’è un altro nodo cruciale, che permetterà alla Pubblica amministrazione, di realizzare la sua vocazione di “cinghia di trasmissione” come l’abbiamo chiamata con il Presidente della Regione Stefano Bonaccini: serve progettualità. “Il pubblico” conclude l’Assessore Bianchi “deve fare quello che è contrario alla tradizione amministrativa italiana, in cui l’efficienza dell’amministrazione sta nel fare leggi e nel farle rispettare: invece, deve fare progetti, anche a supporto di cicli di produzioni spesso complessi.” Il territorio in questo senso è una risorsa e l’internazionalizzazione lo è altrettanto.

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