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Telecomunicazioni per l’Italia

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Le vicende legate alla rete di telecomunicazioni di nuova generazione sono ormai un feuilleton che sicuramente apparirà stucchevole ai più, ma  ricompare ciclicamente agli onori delle cronache.

Da questo punto di vista, l’evento organizzato recentemente dal COR.COM è stato sicuramente un’occasione utile per chiarire qualche punto ancora oscuro, ovvero per introdurre qualche sfumatura di grigio, colori che sono ulteriormente cambiati con l’annuncio di una nuova lettera d’intenti tra Metroweb, Vodafone, Wind, F2i e FSI (azionisti di Metroweb).

Consultazione via stampa. Ormai siamo abituati alla lettura delle bozze dei decreti, dei documenti ovvero delle mail direttamente a mezzo stampa. Il futuro Decreto Comunicazioni non poteva naturalmente sfuggire a questo destino. Mentre  La Repubblica titolava qualche giorno fa “Ecco il piano delle . Banda ultralarga all’Enel. Telecom non basta più”, per  Il Sole 24 Ore “Il governo apre tutte le reti alla fibra ottica”. Punti di svista.

Prerogative. Il Governo è “determinato ad utilizzare tutte le sue prerogative per raggiungere l’obiettivo della strategia per la banda ultralarga (superare gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea), nell’interesse generale del Paese”. Utilizzando le risorse e gli strumenti disponibili e coerenti con il indirizzi e regole imposte dalla Commissione europea. Le risorse pubbliche ipotizzate hanno ormai superato i 7 miliardi di euro. Spingere per superare il minimo sindacale.

Decreto Comunicazioni. Il Decreto verrà pubblicato entro pochi giorni e fornirà le indicazioni che tutti si aspettano in materia di strumenti, risorse e regole di ingaggio. Ci sarà il credito d’imposta per favorire il salto di qualità, presenti anche  i voucher per la domanda, verrà considerata una scala di investimento congrua, la neutralità tecnologica e, naturalmente, il fallimento di mercato. Ricompaiono alcuni temi ricorrenti come il catasto delle infrastrutture (tema ricorrente dall’istituzione dell’AGCOM), le regole di ripristino tanto care a Asstel, la semplificazione amministrativa e così via. Qualche diavoletto nei dettagli, ma aspettiamo i testo finale. Evviva.

ENEL. Le risorse pubbliche sono disponibili a tutti gli interlocutori di buona volontà, ma si intuisce qualche fraintendimento sulle finalità degli attori in campo. La sottile linea di demarcazione tra la condivisione di infrastrutture per fini eterogenei e la realizzazione di infrastrutture che consentono di raggiungere l’obiettivo strategico.  Oltre ENEL, Terna (più o meno smentito), FS, le aziende multiservizi. Complementarietà innanzitutto.

Discutere genera investimenti.  La discussione e la formalizzazione degli obiettivi strategici sembra comunque generare nuovi investimenti e maggiore chiarezza nei progetti di investimento. Moral suasion.

Lettera d’intenti. La lettera d’intenti che candida Metroweb a diventare il veicolo attorno al quale costruire la nuova rete non è vincolante, ma le parti si danno due mesi per gli approfondimenti del caso, a cominciare dall’ingresso nel capitale. Il piano industriale ipotizza oltre 500 città, risorse e modalità non possono prescindere da quanto accadrà però a Bruxelles. Due mesi di passione.

Bruxelles alla finestra. L’impianto del piano strategico per la banda ultra larga è troppo ambizioso e articolato per non suscitare l’attenzione e l’interesse della Commissione europea. E’ in corso l’iter della notifica, che non sarà semplicissimo, in particolare su tre temi: gli investimenti pubblici nelle aree attualmente considerate nere; l’accessibilità ai fondi da parte degli operatori verticalmente integrati; i vincoli di servizio posti in essere ai beneficiari dei fondi. Di notifica in notifica.

Ci sono presidenti e Presidenti. Le infrastrutture a banda ultra larga rappresentano un’infrastruttura strategica per il Paese e questo è un punto fermo anche per la Presidenza del Consiglio. L’esperienza recente insegna che questo riconoscimento garantisce una maggiore probabilità che qualche cosa accada. Compatibilmente con altre priorità.

Arrivederci alla prossima puntata.

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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