Legal & Digital Rights

Lettera aperta a Google su diritto all’oblio: 80 esperti chiedono più trasparenza sui dati

diritto all'oblio

Più trasparenza sul processo decisionale che segue durante l’applicazione del diritto all’oblio stabilito dalla Ue. Proprio all’indomani del rilascio dei dati sulle rimozioni effettuate dal maggio 2014 ad oggi, ottanta studiosi di Internet e di accademici legati al mondo giuridico da tutto il mondo hanno chiesto a Google, con una lettera aperta, maggiore chiarezza secondo quanto riportato da TechCrunch.

Il gruppo sostiene, infatti, che siano necessarie più informazioni per valutare in che modo Google stia applicando la sentenza del regolatore europeo: “sappiamo molto poco su che tipo e quale quantità di informazioni vengano cancellate dai risultati di ricerca, o su che tipo di richieste non vengano accolto e in quale proporzione, e quali sono le linee guida che segue Google per bialanciare privacy individuale e la libertà di espressione.”

Tredici i punti sottoposti all’attenzione di Google cui il colosso dovrebbe dare risposta al fine di contribuire a costruire l’attuazione della sentenza sul diritto all’oblio per sviluppare “soluzioni ragionevoli.” Si va dalla richiesta di maggiore trasparenza su quali categorie di richieste siano più respinte (quelle legate ad esempio, a presunta diffamazione), e come tali categorie vengano definite e valutate, ma anche quali richieste di rimozione siano accettate, come ad esempio informazioni sulla salute, indirizzo o numero di telefono, informazioni intime, le informazioni più vecchie di un certo periodo. Il gruppo di esperti chiede anche di avere maggiori informazioni su quali sono stati i motivi che hanno portato Google ad accettare o rifiutare le richieste dei cittadini e, in caso di più motivazioni, conoscere anche la complessità alla base della scelta del colosso. E ancora la percentuale di richieste e dei non accoglimenti che riguardano categorie quali vittime di reati o di tragedie, informazioni sanitarie, indirizzo o numero di telefono, informazioni personali o foto. etc…

Un lungo elenco di richieste che un portavoce di Google a TechCrunch ha commentato così: “Abbiamo dedicato una sezione del nostro Transparency Report alle rimozioni perché è importante aiutare il pubblico a capire l’impatto della sentenza. Tale relazione è in continua evoluzione ed è utile per noi avere dei feedback come questo, in modo da sapere quali informazioni le persone trovino utile conoscere. Prenderemo in considerazione queste idee e le peseremo rispetto ai vari vincoli entro i quali dobbiamo lavorare – sia da un punto di vista operativo che della protezione dei dati.”

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