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Confartigianato: in Italia solo 36% degli cittadini usa il web nel dialogo con la Pa

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Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: lo dice in un recente rapporto in cui si evidenzia come soltanto il 36% della popolazione utilizza per interagire con lo Stato. Un dato che colloca l’Italia al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio fanno solo la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).

Secondo il rapporto di Confartigianato, i servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.

Basso il livello di utilizzo di Internet anche per compilare e spedire moduli burocratici: appena il 18% degli italiani ha usato questa modalità per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ha una media del 33% e peggio fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.

Va riconosciuto che qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4% ma si è comunque molto lontani dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i giovani, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, frequentano poco gli uffici pubblici on line. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.

A livello regionale i pugliesi sono i più insoddisfatti, (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguiti dai abruzzesi (36,9%), quelli provenienti dalla Sardegna (34,8%) e dal Molise (34,7%). Le cose vanno meglio in Valle d’Aosta con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).

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