Interviste

#MobilePayment, app e moneta elettronica: il caso 2Pay

2Pay

Il mobile payment è al centro dell’attenzione globale: lo dicono i numeri e le tante previsioni degli esperti che, in questi mesi, hanno contribuito a definire un ecosistema complesso che ha cifre da capogiro. Secondo dati Juniper Research, ad esempio, circa 2 miliardi di utenti di telefonia cellulare o tablet effettueranno una qualche forma di transazione commerciale da mobile entro la fine del 2017, rispetto ai 1,6 miliardi di quest’anno.

Marco Santori

Marco Santori è Consigliere d’Amministrazione di Srl.

Oracle, nel Report Simplicity is the Ultimate Sophistication, evidenzia come già nei primi anni 2000 i pagamenti mobili sono stati al centro dell’attenzione del mondo del commercio e dei pagamenti ma la quasi totale mancanza di percezione del valore aggiunto offerto da tali sistemi, visti esclusivamente come canali alternativi ai tradizionali pagamenti in contanti e carte, ha contribuito al mancato sviluppo dell’ecosistema.

Oggi le cose stanno cambiando e, alla maggiore predisposizione dei clienti avvezzi all’uso del device mobili e al digitale, si associano anche servizi e che rafforzano il valore percepito e rispondono alla richiesta di sicurezza. E’ quello che offre 2Pay, un sistema di mobile payment made in Italy che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, in tempo reale.

La nostra idea è semplice”, ci spiega Marco Santori, Consigliere d’Amministrazione di 2Pay Srl “Guardando l’evoluzione del mobile payment ci siamo accorti che tutto il mercato,si stava concentrando a voler virtualizzare le carte di credito o i bancomat nel portafoglio. L’idea di virtualizzare il contante per facilitare le transazioni delle monete/banconote nel rispetto delle norme di vigilanza e di antiriciclaggio rappresentava per noi esperti di banca e finanza una sfida affascinante. Sognavamo di rottamare inutili device aggiuntivi alla cassa, carte di plastica, costi di servizi spesso retaggio di vecchie tecnologie riproposti in versione digitale. Il mercato ha bisogno di semplificare la relazione commerciale senza troppi intermediari. Essere più veloci, avere meno costi e offrire un esperienza di acquisto migliore al cliente. Credo che ora il sogno si stia realizzando.

Di qui l’idea di realizzare un’app, sia per iOS che per Android, che funziona come un portafoglio elettronico in cui le transazioni avvengono semplicemente inserendo il numero di cellulare di chi ricevere il pagamento e il proprio pin di sicurezza. In alternativa è possibile pagare generando QR code univoci che il commerciante leggerà con il proprio smartphone come se fosse un semplice codice a barre.

Di fatto è un sistema che disintermedia completamente i tradizionali meccanismi di pagamento legato alle carte di credito: 2 Pay, lato utente, si presenta come un’app che si ricarica con un semplice bonifico e senza costi aggiuntivi; lato commercianti non prevede costi di attivazione o percentuali sulle operazioni effettuate e il trasferimento di denaro è istantaneo, con tutti gli annessi di garanzia sulla certezza dei pagamenti ricevuti. E si presta anche a essere uno strumento a supporto del marketing grazie al cashback: a discrezione del commerciante, per ogni acquisto, al cliente potrà essere riconosciuta anche una percentuale dell’importo versato come credito spendibile quando, dove e come vuole.
 “Con la nostra app vorremmo prima di tutto facilitare il business promuovendo una nuova esperienza al consumatore coinvolgendolo nell’utilizzo di una nuova tecnologia coniugando un indubbio vantaggio economico con la facilità di aderire a campagne commerciali via via proposte dall’esercente” commenta Santori.

app2Pay, che è un Istituto di Moneta Elettronica (IMEL) a tutti gli effetti, autorizzata e vigilata da Banca d’Italia, non vuole fermarsi qui: nel futuro di 2Pay c’è tanto altro, oltre ai molti servizi già attivi e apprezzati: “Miriamo a integrare tutte quelle “piccole esperienze di pagamento” che il cittadino vive ogni giorno (parcheggio, acquisto biglietti, pagamenti bolli, mensa,..ect) ma anche a facilitare il pagamento ricorrente senza costi (rateizzare l’assicurazione, bollettini, ..). E non dimentichiamoci del social: il nostro obiettivo è anche quello di diffondere con i social l’esperienza dell’acquisto come strumento di marketing e di “comunità”. Infine uno sguardo agli esclusi e i deboli che non hanno un conto corrente: “vogliamo dare loro l’opportunità di entrare nel sistema della “relazione economica” dello scambio del denaro.”

Obiettivi ambiziosi che rappresentano una sfida, specialmente nel panorama italiano, sempre pronto a dividersi, sull’innovazione, tra apocalittici e integrati. “Il problema è culturale. Quando si parla di denaro scattano immediatamente “preoccupazioni” come la sicurezza, la frode, la “solidità” che spingono il commerciante e consumatore ad accettare “costi inutili” per anestetizzare queste paure. In questo senso atti consueti e tradizionali e diffusi rassicurano. C’è tuttavia negli ultimi anni una certa idiosincrasia verso il sistema bancario e affini che ha spinto il consumatore alla sperimentazione diffusa. Noi partendo dalle normative (integrati) ma soprattutto dalla motivazione giusta della norma (tracciabilità antiriciclaggio, sicurezza….) vorremmo proporre una rivoluzione (apocalittici) del pagamento. Il tempo e’ maturo” conclude Santori.

Per saperne di più sull’app e su come funziona, ecco il sito ufficiale di 2Pay.

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