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Google+ lancia “Collections” per creare gruppi di post tematici

Google collection

+, il social network dell’omonimo colosso di Mountain View, ha lanciato una nuova funzionalità chiamata che ricorda nella struttura alcune caratteristiche di Pinterest: come con le bacheche di quest’ultimo infatti, gli utenti saranno ora in grado di costruire raccolte di contenuti raggruppati per argomento o interesse.

Le raccolte create dagli utenti raggrupperanno post su un particolare argomento e potranno  essere condivisi pubblicamente, privatamente o con gruppi specifici di persone. Dopo che un utente crea la prima raccolta, il profilo Google+ visualizza una nuova scheda in cui gli altri utenti possono trovare e seguire le collezioni. Inoltre nello stream della home appariranno notifiche e post provenienti dalle raccolte che l’utente ha deciso di seguire.

La società ha dichiarato che la decisione di lanciare “Collections” è stata presa osservando il comportamento degli utenti sul social network: le persone si collegano tra loro soprattutto perché spinti da interessi ed argomenti comuni e proprio per questo sono alla ricerca di un modo migliore per organizzare i contenuti in modo tematico.

Prima di “Collections” l’unico modo per gli utenti di conversare e connettersi attorno ad un determinato tema era attraverso “Communities”, lanciato nel 2012, e che può essere descritto come una via di mezzo tra i gruppi su Facebook e i forum online. Attraverso Communities un utente può creare uno spazio pubblico o privato, ​diventandone l’amministratore, allo scopo di discutere di un determinato tema od argomento. Collections però, a differenza di “Communities”, è orientato in maniera maggiore all’individualità: le raccolte sono infatti create dai singoli utenti e servono a rendere evidenti le passioni per un particolare argomento o un particolare tema.

Non è chiaro in che misura Collections avrà un reale impatto sull’interazione degli utenti con il social network, dato che Google ha storicamente faticato a differenziare il proprio sito da Facebook nel corso degli anni e, soprattutto, a crescere: come sostiene TechCrunch, questo problema è stato il motivo principale per cui l’azienda ha suddiviso il social in due parti, una focalizzata sui flussi di notizie e l’altra sulle foto.

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