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E-commerce Forum: Roberto Liscia anticipa i numeri drammatici dell’e-commerce italiano

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In dieci anni di cose nel mondo del commercio elettronico ne sono accadute molte, sia lato impresa che lato consumatori, in Italia e nel mondo. Oggi, ad esempio, le aziende che sono online approcciano al business in rete in modo molto diverso rispetto al passato così come fanno gli e-shopper, sempre più protagonisti del processo di acquisto.

Roberto-Liscia_Netcomm

Roberto Liscia è il Presidente del Consorzio .

A spiegarci cosa è successo e cosa sta accadendo oggi nel mondo del commercio online è Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, intervistato alla vigilia dell’apertura delle decima edizione dell’E-commerce Forum, evento nazionale dedicato al commercio elettronico, promosso dal Consorzio Netcomm, che si terrà domani 21 aprile a Milano. “All’inizio le persone interessate al commercio online avevano prevalentemente inclinazione e interessi tecnico/tecnologici e le imprese attive nel settore erano anch’esse tecniche e prevalentemente nate come .com” spiega Liscia. Poi è subentrata una fase più articolata, iniziata qualche anno fa, in cui le imprese “hanno iniziato a ragionare in chiave multicanale avendo compreso che più canali offrono maggiore opportunità di raggiungere clienti.”
E loro, i consumatori, erano percepiti come differenti da quelli “tradizionali”. Le imprese, quindi, si muovevano su un duplice binario, sviluppando servizi per offerte online incrociate con i punti di vendita fisici. “Ma – precisa il Presidente Netcomm “sempre ragionando come se l’e-commerce fosse uno shop, una cosa separata dagli store in mattone.” Negli ultimi anni, invece, si è assistito a un cambiamento molto forte, sia lato impresa che lato consumatore.  “Le imprese, anche le non .com, come produttori e brand, hanno iniziato a investire in e-commerce sentendo questo sempre più come un dovere per servire al meglio i clienti.” E’ sparita, quindi, la distinzione tra cliente digitale e cliente non digitale, “vista anche la numerosità degli e-shopper che sono entrati in tale scenario di acquisto.”
La cosa importante, va sottolineato, è che i consumatori sono diventati digitali a tutti gli effetti, anche i non nativi,  grazie al mobile e agli smartphone tanto che “oggi è il consumatore che governa il processo di acquisto, non è il più venditore che comanda il processo di vendita.”

Il panorama quindi è molto cambiato e le imprese si sono adattate e hanno a loro volta trainato un cambiamento. Ma, almeno in Italia, le cifre dell’e-commerce sono ancora basse “Solo il 4% delle imprese italiane, contro la media Ue che supera il 15%, ha scelto la strada della trasformazione digitale e questo ritardo influisce anche sulla numerosità delle imprese coinvolte. Un dato in anteprima, che rilasceremo durante il Forum: in Italia riteniamo che ci siano circa 30.000 imprese che vendono solo online contro una media Ue che ormai è vicina alle 745mila.” Ciò inficia anche la competitività delle aziende visto che esiste una connessione diretta tra questa e il digitale: “E’ un dato dimostrato – anticipa Liscia di fatto le imprese che hanno investito in digitale convertono due volte e mezzo di più i propri potenziali clienti in clienti reali.

Miglioramenti possono essere fatti anche su altri fronti a partire dalla necessità di avere una  crescita di cultura digitale nel management delle aziende e quindi verso l’e-commerce così come c’è bisogno di competenze e specifiche; non ultima, deve anche migliorare la disponibilità finanziaria per investire nella trasformazione in digitale, che resta uno degli molti ostacoli oggettivi al cambiamento. Non aiuta ancora abbastanza neppure il fronte dell’Agenda Digitale che “offre ancora poche leve reali, al momento. Tranne quello che è previsto per gli investimenti in innovazione e tecnologia, non ci sono leve specifiche per favorire l’e-commerce” spiega Roberto Liscia.

Si parlerà anche di questi temi all’ a Milano, giornata ricca di eventi che si muoveranno su due binari: fornire dati e scenari nazionali e internazionali dell’e-commerce, ma anche lavorare con tavole rotonde tematiche per approfondire i nuovi trend del settore. “La prima tavola rotonda – spiega Liscia – sarà dedicata a come è cambiato il consumatore grazie alla testimonianza di brand di rilievo come, tra gli altri, Nespresso e Privalia. Proseguiremo con la seconda, in cui si analizzerà il comportamento multicanale delle imprese con testimonial quali Ikea, Timberland, Rakuten e LuisaviaRoma, quest’ultimo uno dei casi italiani di maggiore interesse, e poi con l’incontro sulla sharing economy, cui prenderanno parte attori di rilievo come Pizza Boo, Blablacar e Uber. Infine annunceremo anche la nascita del Travel Discrict che stiamo incubando per sviluppare un’offerta di e- travel che oggi manca, per valorizzare il territorio e il made in Italy.”

 

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