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ABI Research: dall’IoT in arrivo 1,6 zettabyte di dati entro il 2020

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Quando parliamo di Internet of Everything parliamo sì, di sensori e connettività ma parliamo soprattutto di dati, di grandi quantità di dati, che possono essere interpretate e utilizzate per “leggere” la realtà che ci circonda. Ma di quali cifre parliamo?

ha provato a quantificare il volume dei dati acquisiti dai dispositivi concludendo che nel 2014 si sono superati i 200 exabyte. Di per sè già un dato impressionante che però secondo gli analisi di ABI è destinato a crescere di sette volte entro la fine del decennio, superando 1.600 exabyte nel 2020, ovvero 1,6 zettabyte. Per avere una idea di quale enorme mole di dati stiamo parlando, si pensi che 1 zettabyte corrisponde a circa 180 milioni di volte le documentazioni conservate nella Biblioteca del Congresso di Washington, USA.

Aapo Markkanen principale analista dice: “I dati originati da device e processi connessi segue determinate grandezze. I volumi annuali che sono generati entro endpoint vengono conteggiati in yottabytes, ma solo una piccola frazione di questa vasta massa di dati sono stati catturati per essere conservati o per successive analisi. E del volume catturato, in media oltre il 90% è conservato o trasformato in locale, senza il cloud. Finora i dati in locale sono stati per la gran parte inaccessibile per l’analisi, ma le cose stanno cominciando a cambiare. “

In termini di implementazione di architetture, l’Internet degli oggetti sta attualmente vivendo di un importante cambiamento di paradigma dal cloud computing all’edge computing. Secondo Dan Shey: “l’edge computing è una grande sfida per l’intera catena del valore dell’IoT come si può vedere dal quanto fanno piattaforme cloud e fornitori di sistemi di analisi che si stanno rimescolando e iniziano a collaborare tra loro. E’ quindi una grande opportunità per i diversi attori del mondo del software e dell’hardware che hanno lavorato in questa direzione anche molto prima che l’internet degli oggetti diventasse un concetto di moda. Nomi come AGT internazionale, Eurotech, Kepware Technologies, OSIsoft, e Panduit sono tutti esempi di imprese il cui background in intelligenza distribuita permette di espandere il loro mercato di riferimento anche in modo significativo. “

 

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