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Big Data: potenzialità e miopie italiane

Big data

Un recentissimo report del Politecnico di Milano dal titolo “ Analytics & Business Intelligence: Il Mercato e gli Ambiti Di Utilizzo” analizza il mercato dei Big Data Analytics & Business Intelligence (BDA&BI) ed in particolare il livello di adozione da parte di grandi player, PMI e Pubblica Amministrazione.
La crescita di questo mercato è testimoniata da alcuni numeri impressionanti: se nel 2008 il numero di dispositivi collegati a Internet superava la popolazione mondiale, Gartner ritiene che entro il 2020 i dispositivi connessi a Internet of Things (non solo PC e dispositivi mobili) saranno 26 miliardi e includeranno di tutto: dispositivi medici, domotica, etc
Cisco prevede che entro la stessa data i dispositivi connessi saranno circa 50 miliardi, mentre IDC si spinge oltre con una stima pari a 212 miliardi di unità! L’unico aspetto che supererà il numero di dispositivi IoT sarà la quantità di dati generata dai miliardi di dispositivi connessi a Internet che raccoglieranno una quantità enorme di informazioni.

In questo contesto il mercato dei Big Data Analytics (BDA), in Italia ed in Europa, appare in grossa crescita trainato più dall’uso e dalle opportunità suscitate dai BDA che non da un uso maturo delle tecnologie.
L’interesse verso i BDA è testimoniato anche dal boom di iniziative imprenditoriali nel settore che vede, secondo il censimento di PoliMI, 376 startup a livello internazionale aver ottenuto finanziamenti solo da investitori istituzionali per 7,6 miliardi di dollari dal 2012.
Sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio PoliMI: “L’interesse delle organizzazioni italiane verso i Big Data Analytics è in forte crescita: a fronte di un budget ICT stimato sostanzialmente stabile nel 2014, nel campione analizzato la spesa dedicata a soluzioni Big Data Analytics cresce infatti del 25%.

Big dataDiverse sono le aree di evoluzione in ambito Big Data Analytics con quelle di maggior interesse che riguardano l’accessibilità mobile (57%), le tecnologie di analytics in-memory (49%), i social analytics (42%), etc..
L’introduzione dei sistemi BDA e di Business Intelligence riguarda inoltre diversi ambiti progettuali: CRM Analytics (presente nel 64% del campione), Finance & Accounting (56%), Top Manager Dashboard Solutions (41%), etc. In prospettiva invece appaiono molto significativi e con ottimi margini di crescita i seguenti ambiti: Social Intelligence (il 44% delle organizzazioni adotterà iniziative in quest’ambito entro 2 anni), Customer Experience Analytics (39%), etc..

Tuttavia esistono notevoli barriere all’adozione di sistemi di BDA&BI principalmente di natura culturale e gestionale. In particolare le motivazioni rispetto alla mancata adozione di questo tipo di sistemi sono:

  • La necessità di investimenti corposi
  • Resistenze culturali al cambiamento
  • Mancanza di commitment da parte del top management
  • Carenze di figure professionali adeguate

Proprio in quest’ultimo punto va ricercata la principale causa della mancata adozione di sistemi BDA&BI: gestire progetti di questo tipo significa infatti di dotarsi di nuove figure professionali e nuovi modelli di governance poco presenti nello scenario Europeo e Italiano.

Stime internazionali parlano della creazione nel 2015 di oltre 400 mila posti di lavoro solo negli Stati Uniti per Data Scientist, a fronte di un’offerta di sole 140 mila figure professionalmente formate.

E se a questo si aggiunge il problema tutto italiano di progettualità ed iniziative, talvolta lodevoli, isolate e slegate da una vision e strategia condivisa, si capisce perché la competitività del sistema Paese sia lontana da standard accettabili tali da stimolare il sistema accademico  ed imprenditoriale ad un indifferibile e repentino cambio di rotta.

Valentino Moretto

Valentino Moretto

Valentino Moretto è laureato in Ingegneria Gestionale ed è capo Ricerca e Innovazione di beMINT. Consulente esterno della rete di farmacie Farm@net (tra le prime reti di farmacie in Italia).
Ha lavorato presso il Distretto Tecnologico Pugliese “Dhitech Scarl”, sulla pianificazione e progettazione di servizi innovativi per le smart city. Membro del Living Lab “Puglia Smart Lab” (facente parte rete europea ENOLL).
Ha pubblicato ed è stato relatore di numerosi contributi riguardanti il mondo delle smart city e l’efficientamento della PA.

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