Diritto al digitale

La net neutrality è un ostacolo per l’Internet of Things?

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La decisione della Federal Communication Commission americana (FCC) di adottare il principio della cosiddetta  ha creato molte polemiche, con le autorità europee che hanno dichiarato di volersi discostare da una soluzione simile. Il tutto in un periodo in cui l’utilizzo della banda larga potrebbe diventare cruciale per garantire la crescita del c.d. Internet of Things.

net-neutrality-ricercaSulla base di quanto approvato dalla FCC a fine febbraio i servizi di banda larga saranno considerati delle “utility” i.e. dei servizi pubblici al pari dell’acqua e dell’elettricità con la conseguenza che saranno soggetti a limitazioni molto stringenti. I fornitori non potranno più richiedere il pagamento di compensi aggiuntivi per una connessione più veloce o per bloccare dei contenuti. Qualora un soggetto ritenga che delle commissioni ingiuste gli siano applicate potrà denunciare l’accaduto alla FCC.

L’Europa ha reagito a questa decisione sostenendo che adotteremo “our own but common European way on net neutrality” come dichiarato Günther Oettinger in un Tweet durante il Mobile World Congress di Barcellona. E quello a cui l’Europa starebbe pensando consisterebbe in un approccio più “flessibile” alla net neutrality con due velocità lasciando impregiudicata la possibilità per le telco di richiedere il pagamento di corrispettivi aggiuntivi per “servizi speciali“.

Questo ultimo punto è rilevante in un periodo in cui l’utilizzo della banda larga per servizi speciali potrebbe diventare ancor più rilevante a causa della crescita del c.d. Internet of Things. Con l’Internet of Things gli oggetti che usiamo tutti i giorni (e.g. la nostra auto, i nostri elettrodomestici, ma anche gli impianti di illuminazione delle nostre città tra gli altri) comunicheranno tra di loro al fine di offrire servizi aggiuntivi e ridurre i costi.

Si tratta di un mercato che dovrebbe generare secondo le stime più conservative $ 7,1 miliardi di miliardi in vendite entro il 2020. Tuttavia, le tecnologie dell’Internet of Things comprese le c.d. self-driving car e i sistemi di monitoraggio dei pazienti a distanza richiederanno l’utilizzo di una banda superiore a quella attualmente utilizzata.

Tuttavia, secondo alcuni commentatori, a causa della normativa sulla net neutrality gli investimenti delle telco nelle infrastrutture e nell’aumento della banda potrebbero diminuire se non avranno le garanzie di poter recuperare gli stessi. E se gli investimenti nella banda larga si ridurranno, questo potrebbe rallentare la crescita dell’Internet of Things.

Il commento del CEO di Cisco, John Chambers, è stato che la normativa americana sulla net neutrality rallenterà lo sviluppo della banda larga ponendo gli Stati Uniti indietro rispetto all’Europa. E un simile commento è stato rilasciato dal CEO di Nissan e Renault, Carlos Ghosn.

L’Europa quindi si trova ad un bivio decisivo per il proprio futuro. Forse per la prima volta nella storia gli investimenti in Europa potrebbero diventare più profittevoli che quelli negli Stati Uniti a causa della normativa americana più restrittiva. Ciò si verificherebbe in un periodo storico in cui l’Internet of Things sembra rappresentare una rivoluzione addirittura maggiore della nascita di Internet.

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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