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Ansip chiede regole comuni su net neutrality e abolizione costi roaming “prima possibile”

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La proposta dei 28 sull’abolizione della tariffe di roaming e sulla net neutrality non è piaciuta al vicepresidente della Commissione Ue che, in occasione dell’avvio dei negoziati tra Europarlamento e Consiglio e alla vigilia della prima discussione tra i commissari sul pacchetto Mercato unico digitale atteso per maggio, ha spiegato che la semi-fine del roaming proposta dai 28 per metà 2016 “è uno scherzo. Non posso sostenere il molto limitato” tetto minimo garantito di chiamate, sms e dati “in risposta alla richiesta della gente di una completa abolizione dei costi del roaming”. Invece, chiarisce oggi, “dobbiamo definitivamente andare oltre. La posizione della Commissione è chiara, dobbiamo abolire i costi del roaming il prima possibile”. 

Anche sul fronte della net neutrality “servono regole comuni” e bisogna garantire che Internet sia aperto per tutti, senza blocchi o limitazioni. Infine: “vogliamo una rete che permetta all’industria europea di innovare e fornire servizi migliori per ai consumatori.” Ansip osserva anche che continua a mancare lo spettro nell’agenda dei negoziati tra i 28 e gli eurodeputati. Quest’ultimo, infatti, ha affermato Ansip, “è ancora sulla nostra agenda ma non in quella degli stati membri“. Per questo, sebbene sia positivo l’avvio dei negoziati tra Consiglio e Parlamento Ue e a cui partecipa anche la Commissione, “il punto di partenza è molto inferiore a quanto mi sarebbe piaciuto”, ha attaccato il vice presidente, perché “c’è una mancanza d’ambizione“.

Ansip ha quindi ricordato il “chiaro e diretto legame” tra il mercato unico delle e quello digitale: “non possiamo avere” il secondo senza il primo, ha ammonito. Per questo, anche se “tutti sembrano sostenere il mercato unico digitale, la sua costruzione non sarà facile” perché “le forze che resistono a tutti i cambiamenti sono forti”, e “se non siamo coraggiosi c’è il rischio di sprecare un’opportunità unica” per la crescita dell’economia europea. “Non possiamo rinchiuderci in pratiche datate che portano benefici solo a pochi.” “Si tratta di dare ai cittadini e alle imprese la libertà e una buona possibilità di sfruttare le grandi opportunità offerte da Internet. Nel 21° secolo, il nostro mercato unico ha bisogno di andare correttamente in linea – affinchè le persone e le imprese europee possano avere il massimo, e il meglio, dall’era del digitale” conclude.

 

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