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e-Marketer: in aumento gli investimenti sul data marketing

Man analyzing financial data and charts on computer screen

Il Data-driven Marketing (DDM) continuerà la sua crescita in termini di investimenti per tutto l’anno corrente. È quanto riporta eMarketer che cita una ricerca della Direct Marketing Association (DMA) e Winterberry Group, la quale afferma che quattro dirigenti marketing americani su dieci hanno intenzione di aumentare le spese per il DDM nel primo trimestre del 2015. La percentuale di professionisti orientati a questo tipo di investimento è aumentata di 12 punti rispetto al periodo compreso tra il terzo e il quarto trimestre del 2014.

Una ricerca di Infogroup svolta lo scorso ottobre ha riscontrato una propensione all’investimento ancora maggiore per il DDM per l’intero anno: quasi due terzi dei professionisti statunitensi aumenterebbero la spesa per il DDM, e un terzo di questi dichiara ulteriormente che l’investimento sarebbe notevole. Complessivamente il 62% delle aziende ha investito in dati, contro il 54% nel 2013 e un ulteriore 26% prevede di farlo nei prossimi due anni. Tra gli intervistati di DMA e Winterberry, il 40,3% ha dichiarato che i loro ricavi legati al DDM sono aumentati nel quarto trimestre del 2014; inoltre 56,9% prevede che la situazione sarà analoga nel primo trimestre del 2015.

La personalizzazione delle strategie di marketing e della comunicazione è uno degli obiettivi principali del DDM, ma secondo la Infogroup nonostante il grande entusiasmo rilevato, le aree marketing non stanno ancora sfruttando a pieno le potenzialità fornite dalle informazioni dei clienti: ad esempio solo il 12% della messaggistica risulta sempre personalizzato per ogni canale disponibile; incoraggiante è il ​​42% che sfrutta i dati con notevole frequenza. Nel frattempo però, il 46% li usa raramente o addirittura mai nella messaggistica di tutti i canali disponibili.

Le aree marketing hanno probabilmente concentrato gli sforzi sulla personalizzazione delle e-mail e delle campagne di direct mail.  Tuttavia, i canali come i siti web e i social media sono stati utilizzati molto meno frequentemente. I professionisti stanno sicuramente imparando a sfruttare gradualmente meglio le possibilità del DDM, ma Ascend2 ha rilevato, a novembre 2014, che questi non sono ancora pienamente soddisfatti dei risultati.

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