#EpicFail

Renua Ireland e la pagina Facebook creata “a sua insaputa”

[Foto: Wikipedia]

Venerdì 13 marzo 2015: gli italiani si svegliano comprano il Corriere della Sera e, a pagina 24, trovano stampata la lettera di un tale “Enzo” che racconta a tutta Italia i tradimenti della moglie. La vicenda prenderà una piega ancora più intricata perché – come si scoprirà poco più tardi – la lettera del marito sarebbe stata una campagna di marketing per il lancio di un programma televisivo. Il risultato? Che tutti, anche chi non aveva comprato il Corriere quella mattina, non hanno fatto altro che parlare sul web della famosa lettera e cercare informazioni sui social, tanto più che il famoso “Enzo” avrebbe addirittura creato una pagina Facebook per continuare a “vendicarsi” delle corna subite. Una pagina Facebook, che era stata creata due o tre giorni prima e poi strategicamente menzionata nel testo della lettera. Perché lo sanno tutti che, non appena qualcuno presenta qualcosa di nuovo, la prima cosa che fanno tutti è cercare maggiori informazioni sul web. In qualunque parte del web.

Lo sanno tutti meno Lucinda Creighton, ex ministro degli Affari Europei della Repubblica d’Irlanda che, sempre il 13 marzo, ha lanciato ufficialmente il suo nuovo partito, . Mica un evento da niente. Si tratta della nascita di un nuovo partito politico: roba grossa.

Così, in un venerdì di fine inverno, mente in Italia non si faceva che parlare della lettera di “Enzo”, in Irlanda la discussione era dominata dall’arrivo sulla scena di un nuovo soggetto politico.

Lucinda Creighton e il suo staff hanno pensato a tutto: al nome – che gioca sull’assonanza di Renua con la parola inglese renew, rinnovamento – al logo (una colomba colorata) allo slogan (“Reboot Ireland”), un sito web nuovo di zecca. E poi naturalmente, i social network: un bell’account Twitter con già qualche cinguettio e un migliaio di follower all’attivo.

[Foto: Wikipedia]

Hanno pensato proprio a tutto. Uhm. Forse proprio a tutto-tutto proprio no. Si sono dimenticati di Facebook.

Ora. Può essere che non si tratti affatto di una dimenticanza, dal momento che risulta veramente poco probabile che il social team di un partito politico “si dimentichi” dell’esistenza di un posto frequentato da un miliardo e passa di persone in tutto il mondo. È più verosimile che, dopo qualche valutazione, Renua Ireland abbia deciso che non fosse ancora arrivato il momento di comunicare su Facebook o che, addirittura, quella “piazza” non facesse al caso proprio. Non c’è niente di male in tutto questo: un partito politico è un brand e un brand deve comunicare sui social solo quando ha qualcosa da dire, altrimenti è meglio lasciare perdere e usare le proprie energie in modo più efficace ed efficiente. Quindi, niente pagina Facebook per Renua Ireland.

Ma, al di là del fatto che è piuttosto strano che un nuovo partito politico – peraltro guidato da una donna di 35 anni – non abbia nulla da dire su Facebook o non sappia come dirlo, la scelta di non “essere” su Facebook ha regalato a Renua Ireland una gigantesca figuraccia a sua insaputa. E, a guardarla da fuori, anche piuttosto divertente.

È successo che non solo il social team di Renua Ireland non ha preparato e lanciato una pagina Facebook: non si è neanche preoccupato di assicurarsi il nome registrando una pagina a nome Renua Ireland. Insomma, mentre Lucinda Creighton presentava all’Irlanda la sua nuova creatura politica, chiunque avrebbe potuto aprire una pagina su Facebook col nome del partito.

E così è stato.

[Renua Ireland proporrà la costruzione della Corsia Lucinda: una corsia extra sulla M50, che potrà essere percorsa solo dalle auto appena immatricolate… perché i ricchi non devono essere costretti a guidare con i proletari.]

Il problema è che chi ha registrato la pagina Facebook di Renua Ireland non voleva fare cybersquatting: voleva “divertirsi” alle spalle del neonato partito. Perché in men che non si dica su quella pagina sono cominciati ad apparire post satirici. Una sorta di “Lercio” istantaneo e, soprattutto, decisamente caustico. Così, mentre Creighton iniziava la sua nuova avventura politica, tutti coloro che cominciavano a cercare Renua Ireland su Facebook  si sono trovati davanti a simili post:

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[Per tutti quelli che percepiscono i sussidi di disoccupazione da più di 18 mesi proporremo che vengano incatenati e portati nella contea di Offaly, dove verranno messi ai lavori forzati per costruire una nuova prigione… dove saranno poi incarcerati.]

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[Noi di Renua Ireland crediamo nelle vere riforme: ecco perché stiamo veramente rinnovando i Democratici Progressisti – «E poi abbiamo detto alla gente che si trattava i un “partito nuovo”» – «Riderone!»] 

È chiaro che l’intento di questa pagina è puramente satirico: l’obiettivo è appunto quello di sbeffeggiare il programma politico di un partito di centrodestra che – almeno secondo l’opinione di chi ha creato la pagina – non offrirebbe veramente quegli elementi di rinnovamento e novità che dice di voler proporre. Anche il logo della “finta” pagina – leggermente modificato, evidentemente per cercare di evitare una immediata querela, come il disclaimer nelle informazioni della pagina – suggerisce questa idea:

Renual5

[Uno scherzo su un partito politico  – Una parodia – Da non prendere sul serio]

Ciò non toglie che si tratti di un EpicFail veramente spettacolare – e di una gran figuraccia per il nuovo partito. Per almeno tre motivi:

Prima di tutto perché una cosa del genere ha il potere di creare una confusione enorme in chi legge: è vero, il logo è diverso e nelle informazioni della pagina viene specificato che si tratta di una pagina satirica, ma sfido chiunque a metterci meno di 15 secondi per rendersi conto della natura di questi post una volta che ce li si trova davanti mentre si cercano informazioni su un nuovo partito politico.

Qualche ora dopo, poi, Renua Ireland ha effettivamente registrato una pagina a proprio nome – quella vera – ma, poiché tutte le URL devono essere univoche, non solo il partito si è dovuto “accontentare” di un indirizzo che non sarebbe stato la prima scelta (Renua-Ireland, con quel trattino a complicare le cose), ma c’è anche il concreto rischio che molti utenti, cercando la pagina “vera” di Renua Ireland, continuino a “cadere” su quella satirica perpetrando all’infinito l’effetto confusione descritto poco fa.

Il fatto che un soggetto importante come un partito politico si sia fatto “soffiare” sotto al naso la pagina Facebook, mette in evidenza una certa sciatteria nel lavoro di chi si occupa della comunicazione del partito: forse hanno pensato che ci sarebbe stato tempo “dopo” per farlo? Dopo cosa?

Oppure le cose potrebbero essere andate diversamente: dopo aver deciso che, per il momento, non era il caso di comunicare anche su Facebook, Renua Ireland ha commesso l’errore di credere che una non-comunicazione in un determinato luogo equivalesse a una non-esistenza in quel luogo stesso.

La comunicazione sul web non funziona come gli spot televisivi: ragionando per assurdo, se l’unico mezzo di comunicazione al mondo fosse la televisione e un brand non si facesse nessuna pubblicità, nessuno avrebbe modo di recuperare informazioni su quel brand, né nessuno sentirebbe l’esigenza di farlo. Perché dovremmo passare un pomeriggio davanti alla tv aspettando che passo lo spot di un detersivo di cui non sappiamo nemmeno che esiste?

Ma il web funziona in modo diverso: sono le persone a “venire da te” e non più solo tu che “vai dalle persone”. Che tu sia un brand o un personaggio pubblico, la gente ti cercherà comunque. In tutti i posti che ha disposizione: pagine web, social network, forum… E se non ti trova, quello che penserà non è “Si vede che hanno ritenuto che in questo posto non avrebbero avuto nulla da dire”, ma “Perché non ci sono?”.

Senza contare che, poi, qualcuno potrebbe anche sfruttare questa tua assenza per “divertirsi” alle tue spalle, comunicando al posto tuo. (Sì, anche una pagina satirica con la quale tu non hai nulla a che fare comunica tantissime cose su di te. E il bello è che tu non puoi farci nulla…)

Dal punto di vista tecnico, non si trattava affatto di un problema insormontabile: se davvero Renua Ireland avesse voluto temporeggiare circa la propria “discesa in campo” su Facebook, per evitare una simile débâcle sarebbe stato sufficiente registrare la pagina senza renderla pubblica, tenendola “in caldo” per quando sarebbe venuto il momento giusto. O, se questo non fosse mai arrivato, piantando almeno una “bandierina” silenziosa in quel determinato luogo.

Lesson Learned: Occupati di quel che succede sui social network anche quando, per scelta tua, hai deciso di non volerti occupare dei social network. E ricorda: anche un’assenza comunica qualcosa di te. Solo che in questo caso non puoi fare nulla per controllare questa comunicazione, che andrà avanti senza di te.

 

 

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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