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Il Pre Commercial Procurement e le Smart City

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Un mese in Silicon Valley, e in particolare i meeting con i responsabili innovazione di grosse realtà come San Francisco, Berkeley, Fremont, San Leandro, ha rafforzato alcune convinzioni (e ne ha distrutte altre) per ciò che concerne il mondo e più in generale il rapporto tra complessità urbana e innovazione.

In particolare è “impressive” il modo in cui gli USA utilizzino l’appalto pubblico come strumento di stimolo all’innovazione sul lato della domanda. Infatti gli USA con un approccio market pull per mezzo degli appalti pubblici riescono molto meglio dell’Europa e dell’Italia a tradurre i risultati della ricerca in effettive opportunità per la PA e per il mondo imprenditoriale.

Vi è infatti la spiccata propensione, in verità non solo statunitense ma anche di Giappone e Corea ad esempio, ad orientare l’appalto pubblico sul livello tecnologico e innovativo dei prodotti e dei servizi richiesti a differenza di EU e Italia che orientano i propri acquisti basandosi sull’economicità del prezzo.

Ecco perché l’approccio di aggiudicazione di un appalto, limitato solo ai servizi di Ricerca&Sviluppo, secondo l’approccio del Pre Commercial Procurement (PCP) deve rappresentare uno dei paradigmi su cui UE e Italia devono insistere.

Smart

Fonte: silverpcp.eu

Il settore pubblico statunitense spende infatti 50 mld $ l’anno in appalti in R&S, circa 20 volte in più della UE, con un gap di circa 5 mld di dollari (anche decurtando gli investimenti in difesa e aerospazio).

E’ di immediata evidenza quanto il paradigma PCP possa essere quindi uno strumento fondamentale, in una logica pubblico-privata, per stimolare innovazione e la nascita di nuovi prodotti/servizi in una logica bottom-up. Ciò può risultare altrettanto interessante ed importante in ottica smart city, in quanto:

  • Vi è una condivisione dei rischi/benefici tra pubblico e privato con un più proficuo incontro e compatibilità tra domanda e offerta.
  • Si sviluppa una maggiore propensione da parte della PA di sviluppare e massimizzare efficacia e attitudine ai processi di R&S in collaborazione con il privato
  • la separazione della fase di ricerca da quella di commercializzazione permette una focalizzazione maggiore sulla soluzione migliorandone lo sviluppo e il posizionamento competitivo sul mercato.

Per tali ragioni il PCP, particolarmente sostenuto in Horizon 2020, può rappresentare per la P.A. un tool di stimolo all’innovazione con progetti di forte impatto sociale e per le imprese un impulso all’internazionalizzazione e all’investimento in R&S.

Occorrerà tuttavia verificare se tale formula può risultare valida e praticabile per comunità, come la maggioranza di quelle italiane, di dimensioni medio – piccole.

 

Valentino Moretto

Valentino Moretto

Valentino Moretto è laureato in Ingegneria Gestionale ed è capo Ricerca e Innovazione di beMINT. Consulente esterno della rete di farmacie Farm@net (tra le prime reti di farmacie in Italia).
Ha lavorato presso il Distretto Tecnologico Pugliese “Dhitech Scarl”, sulla pianificazione e progettazione di servizi innovativi per le smart city. Membro del Living Lab “Puglia Smart Lab” (facente parte rete europea ENOLL).
Ha pubblicato ed è stato relatore di numerosi contributi riguardanti il mondo delle smart city e l’efficientamento della PA.

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