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IDC: la mobility è priorità per il 70% delle aziende europee

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Un nuovo studio sull’ condotto da a livello europeo, che ha coinvolto nell’ultima parte del 2014 un migliaio tra CIO e IT manager di diversi Paesi (Italia compresa), fornisce una fotografia aggiornata sul grado di qualità e maturità delle iniziative aziendali che abbracciano i device mobili.

Il primo dato interessante è che il 70% delle aziende considera la mobility un’alta priorità. Eppure, nota la ricerca, molte organizzazioni stanno procedendo ancora a rilento con l’implementazione tecnologica. Questo sta a significare che per molte aziende del Vecchio Continente l’approccio all’enterprise mobility è ancora nel pieno della fase organizzativa e focalizzato su questioni come la reingegnerizzazione dei processi, la data privacy, la compliance e la sicurezza. Tuttavia, considerato che le stesse aziende prevedono di rendere il 40% della forza lavoro entro la fine del 2015, si prevede un’accelerazione dei lavori e quindi un superamento dello stadio organizzativo già nei prossimi mesi. Secondo IDC, questo ritardo rispecchia un atteggiamento tipico delle aziende europee, più caute nei confronti delle nuove tecnologie rispetto alle realtà nordamericane, e rallentate spesso da impianti normativi complessi e da una struttura decisionale aziendale più gerarchica.

Il nuovo studio di IDC rivela inoltre come la consumerizzazione non sia più una delle criticità nei progetti di enterprise mobility europei: la diffusione del BYOD si è infatti fermata a circa la metà delle aziende intervistate, sostanzialmente in linea con quanto emerso un anno fa in un’analoga survey. Viceversa, per i CIO è diventato prioritario servirsi della mobilità per rendere più agili i flussi di lavoro e le figure aziendali.

Tra le criticità emerse figurano invece sempre la sicurezza, soprattutto a fronte di molte variabili da considerare (più sistemi operativi mobili, più lavoratori mobili, più applicazioni mobili e contenuti, più minacce specifiche rivolte a questi dispositivi) e la gestione a livello architetturale della mobilità. Integrare device e app mobili con l’architettura desktop e l’infrastruttura IT e di comunicazione resta difficile, soprattutto per le multinazionali dotate di tecnologie frammentate e ridondanti, magari gestite attraverso differenti operatori tlc.

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