Diritto al digitale

Le connected car: una minaccia per la nostra privacy e sicurezza?

connectedcar

Il recente report pubblicato dal senatore americano Ed Markey solleva dei quesiti in merito al futuro delle cosidette auto connesse o . Ciò si verifica in un periodo di grandi aspettative per il settore delle , come riportato da Techeconomy, e i recenti sviluppi normativi mostrano che la privacy e la cyber security sono in cima alla lista delle priorità per i produttori di auto proprio quando le autorità regolatorie americane ed europee stanno negoziando delle regole comuni in materia di privacy.

Il report sulle connected car

connectedcarIl report è il risultato delle risposte fornite da 16 principali produttori di auto su quanto rilevante sia il livello tecnologico nelle proprie connected car, su cosa sia fatto per garantirne la sicurezza contro attacchi informatici e come i dati personali dei guidatori siano protetti.

Il report mostra che quasi il 100% delle auto sul mercato sono equipaggiate con dispositivi connessi, ma un diverso approccio è adottato con riferimento a:

  • come proteggere la privacy dei guidatori al fine di renderli consapevoli del trattamento dei loro dati personali e consentirgli di prestare un consenso informato allo stesso;
  • come i veicoli sono protetti da possibili cybercrime.

Il recente impegno dei produttori di connected car

Questo report è stato pubblicato appena qualche mese dopo che 19 produttori di auto e di veicoli industriali commercializzati negli Stati Uniti si sono impegnati a proteggere la privacy dei propri clienti in previsione dell’elevato quantitativo di dati che saranno trattati con le connected car. Ho già discusso delle problematiche legali relative alle connected car in questo post, ma i produttori di auto si sono ora impegnati a conformarsi con i seguenti principi.

  1. trasparenza: i proprietari e gli utenti registrati dovranno ricevere informazioni chiare e dettagliate circa la raccolta l’utilizzo e la comunicazione dei propri dati personali;
  2. libertà di scelta: ai proprietari e agli utenti registrati dovrà essere fornita la libertà di scelta circa la raccolta, l’utilizzo e la comunicazione dei propri dati personali;
  3. rispetto del contesto: i dati personali dovranno essere raccolti e condivisi secondo modalità che sono coerenti con il contest in cui sono state raccolte tenendo conto del probabile impatto sui proprietari ed utenti registrati;
  4. non eccedenza dei dati trattati, anonimizzazione e conservazione: i dati dovranno essere raccolti solo nei limiti necessari per il raggiungimento delle finalità legittime di business e dovranno essere conservati per un periodo non eccedente quanto necessario per rispettare le finalità legittime del trattamento e successivamente dovranno essere anonimizzati; e
  5. sicurezza dei dati: misure ragionevoli dovranno essere adottate per proteggere dall’accesso o l’utilizzo abusive dei dati.

Le norme europee e americane sulla privacy si stanno avvicinando?

Gli sviluppi sopra indicati si verificano qualche giorno dopo la pubblicazione di raccomandazioni da parte della Federal Trade Commission sull’Internet of Things e durante lo svolgimento delle trattative tra i rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Unione europea in merito all’identificazione di regole comuni in materia di privacy.

Queste trattative rappresentano un passaggio cruciale per il futuro dell’Internet of Things e delle connected car in quanto potrebbero portare i regolatori europei ad identificare modalità volte a garantire la protezione della privacy che non ledano le potenzialità dei prodotti in termini di business. E allo stesso modo i regolatori europei potrebbero cercare di esortare le autorità americane ad introdurre obblighi stringenti in materia di privacy piuttosto che principi generali come quelli adottati dai produttori di auto con riferimento alle connected car.

Non c’è dubbio che l’Internet of Things rappresenti una test importante per la normativa in materia di privacy, ma il problema è se tale normativa sarà in grado di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica.

 

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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