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CNA: digitalizzare la PA non basta. Troppa burocrazia uccide anche online

CNA

La pubblica amministrazione italiana ha compiuto importanti passi in avanti sul tema della digitalizzazione ma ancora molta strada c’è da percorrere affinchè gli sforzi della Pa incontrino le esigenze delle imprese italiane. A rivelare lo scenario è un recente sondaggio condotto dalla  su un campione di circa 3mila imprese associate rappresentativo di artigiani e piccole imprese.

L’analisi ha evidenziato un panorama fatto di luci ed ombre, ci spiega Responsabile delle relazioni istituzionali CNA Nazionale. Se da una parte, infatti, quasi un imprenditore su due apprezza la svolta digitale della Pubblica Amministrazione, è pur vero che secondo le PMI quelli fatti sul digitale sono progressi significativi ma non ancora sufficienti a soddisfare le esigenze operative delle imprese che chiedono di più. “La Pa ha fatto innegabili passi in avanti, quasi tutte le ammministrazioni hanno siti internet e modulistica a disposizione. Ma sia i siti che la documentazione disponibile spesso non sono pensati a misura dei fruitori, ovvero cittadini o imprese, e non rispondono a requisiti di immediatezza e comprensione. Online, di fatto, si replica il modello “burocratese” tipico della dimensione cartacea e questo obbliga molte imprese a rivolgersi a consulenti esterni per sbrigare pratiche online dalla difficile comprensione.” spiega Capozi. Infatti solo un’impresa su tre (quasi il 29%) riesce a sbrigare più della metà delle pratiche per via telematica. “Ecco, secondo noi quello che va evitato è che il concetto di digitalizzazione della Pa sia solo questo: il trasferimento del burocratese dal cartaceo al digitale.” Che di fatto è anche un enorme freno alla crescita e un grosso freno alla realizzazione piena dell’Agenda digitale.

I numeri parlano chiaro: dal sondaggio emerge che il 3,9% degli interpellati è molto soddisfatto del livello di informatizzazione pubblico e il 43,5% ritiene possibile miglioramenti. Viceversa, il 53% lo giudica ancora inadeguato e difficilmente accessibile, come testimoniato dal numero ridotto di pratiche burocratiche effettuate on line. Colpa, rileva la CNA, anche della struttura dei siti: a fronte del 59,1% che la ritiene buona o migliorabile, il 40,9% delle Pmi interpellate la giudica inadeguata. Eppure, il 41,8% delle imprese è convinto che una maggiore e migliore informatizzazione dell’amministrazione pubblica permetterebbe una sensibile riduzione dei costi operativi.

Le imprese, invece, viaggiano sempre di più online. Lo stesso sondaggio mostra come nel corso del 2014 sia aumentato in maniera significativa il livello di digitalizzazione delle imprese italiane. Nel dettaglio, il 98,2% delle aziende dispone di una connessione Internet (+1,4% sul 2013), il 69,2% ha un sito web (+1,9%), il 31,8% utilizza un social network (con un balzo del 7,1%). “Abbiamo chiaramente rilevato come nell’ultimo periodo ci sia stata una crescita rilevante dell’uso della rete da parte delle imprese” sottolinea Capozi “soprattutto le piccole imprese hanno superato la fase di iniziale diffidenza rispetto al digitale e oggi usano il web non solo per incontrare i clienti, ma anche per interfacciarsi con i fornitori e anche per verificare online le nuove opportunità di mercato.”

Quel che è certo è che una PA innovativa e digitalizzata, non solo nella forma ma anche nella sostanza, è una delle chiavi per aumentare la competitività del Paese. Insieme alle imprese. 

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