Security Notes

Quanti sono al mondo i dispositivi mobili infetti da qualche forma di malware?

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Un recente studio condotto dall’azienda di Alcatel-Lucent’s Motive Security Labs, il rapporto Motive Security Labs H2 2014 Report, ha rivelato che circa 16 milioni di dispositivi mobili sono stati infettati da nello scorso anno.

I ricercatori dell’azienda confermano un aumento significativo nel numero di minacce informatiche che hanno colpito i dispositivi mobili e quelli residenziali.

In linea con i risultati prodotti da altri studi, il numero di minacce è risultato essere in aumento così come il loro livello di sofisticazione. A farne le spese sia privati cittadini che aziende, gli esperti hanno evidenziato un aumento su base annua del numero di infezioni di dispositivi mobili di circa il 25 percento, rispetto il 20 percento osservato lo scorso anno.

Circa il 0,68 percento dei dispositivi mobili è risultato infetto da qualche tipo di malware, considerando che secondo l’ITU vi sono circa 2.3 miliardi di dispositivi in uso, tale percentuale corrisponde appunto a 16 milioni di unità. Occorre inoltre tenere presente che tale stima è conservativa in quanto l’azienda non dispone di dati relativi a regioni come Russia e Cina, quest’ultima nazione caratterizzata dal maggior numero di infezioni sul pianeta.

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Analizzando le famiglie di malware che hanno colpito i dispositive mobile è possibile notare che la principale minaccia nello scorso anno è rappresentata dagli Spyware, ovvero codici malevoli in grado di spiare i terminali delle vittime. Gli spyware sono utilizzati da criminali informatici e governi per rubare informazioni presenti sui dispositivi mobili, registrare le comunicazioni delle vittime, gestire la navigazione internet degli smartphone e l’invio/ricezione di messaggi di testo.

Altro elementi di interesse è la ripartizione delle infezioni tra le varie piattaforme disponibili, ma quasi totalità delle minacce ha colpito sistemi Android, solo l’1 percento di essi ha infettato dispositivi prodotti da Apple e BlackBerry. La ragione è principalmente legata alla diffusione dei sistemi basati sul popolare Apple Android.
Gli attaccanti infettano i dispositivi mobili per molteplici motivi, incluso lo spionaggio informatico, il furto di dati, attacchi di tipo Denial of Service oppure frodi finanziarie di varia natura.

Il report ha inoltre evidenziato la riluttanza da parte degli utenti all’uso dei dispositivi mobili per gli acquisti on line, la paura di vedersi rubate le credenziali bancarie oppure i dati relativi alle carte di credito è alta. Nel 2014, infatti, il numero di violazioni di dati e furto di informazioni ha raggiunto livelli mai visti prima, il settore Retail è stato quello maggiormente colpito.

Vi lascio con un sunto dei principali risultati del rapporto:

2014 highlights settore mobile Mobile sul

  • Il numero di nuove infezioni è in constante e rapida crescita, nel 2014 l’aumento è stato del 25 percento. Circa lo 0.68% dei dispositivi mobile risulta infetto, per un totale di circa 16 milioni di dispositivi in tutto il mondo.
  • I malware per dispositivi mobili sono sempre più complessi, i criminali informatici inoltre possono contare su strutture di controllo sempre più robuste.
  • I mobile spyware rappresentano la principale minaccia per gli utenti di dispositivi mobili, questi codici malevoli possono essere utilizzati per spiare la vittima (e.g. Tracciare la sua posizione, accedere ai dati memorizzati sul dispositivo, accedere alla rubrica, controllare il microfono e la camera) oppure per commettere frodi di varia natura (e.g. Invio di SMS e chiamate a numeri a pagamento). Sei dei venti principali malware per dispositivi mobili sono spyware.
  • Il numero di nuove infezioni di dispositivi Android è quello dei sistemi Microsoft si equivale, sebbene i sistemi Microsoft siano quelli maggiormente presi di mira dai criminali informatici, le minacce per i sistemi Android si stanno avvicinando in numero. Meno dell’1 percento è relativo ad altre piattaforme come iPhone e Blackberry.

2014 highlights settore residenziale

  • Il tasso di infezione su base mensile complessivo in reti a banda larga fisse residenziali è attualmente di poco inferiore al 14%, vale a dire che circa uno su sei è infetto, registrando un aumento rispetto al dato pari al 9 percento osservato nel corso del 2013.
  • L’incremento è attribuibile principalmente ad un forte aumento delle infezioni di tipo adware, considerate di livello medio, mentre le minacce di alto livello, come botnet, rootkit e Trojan bancari rimangono stabili a circa il 5%.
Pierluigi Paganini

Pierluigi Paganini è Chief Information Security Officer presso Bit4Id, un’azienda leader nella fornitura di soluzioni per l’Identity Management basate su infrastrutture PKI. Ricopre anche il ruolo di capo editore per la nota rivista statunitense Cyber Defense Magazine e vanta una esperienza di oltre venti anni nel settore della cyber security.
La passione per la scrittura e la forte convinzione che la sicurezza sia una materia che la conoscenza sulla Cyber Security vada condivisa lo ha spinto a fondare il blog
Security Affairs, recentemente insignito del titolo di “Top National Security Resource for US.”
E’ membro dei gruppi di lavoro del portale “The Hacker News” e dell’ ICTTF International Cyber Threat Task Force, è inoltre autore di numerosi articoli pubblicati sulle principali testare in materia sicurezza quali Cyber War Zone, ICTTF, Infosec Island, Infosec Institute, The Hacker News Magazine e molte altre riviste.
E’ membro del gruppo Threat Landscape Stakeholder Group dell’agenzia ENISA (European Union Agency for Network and Information Security).
Ha pubblicato due libri “The Deep Dark Web” e “Digital Virtual Currency and Bitcoin” rispettivamente sulla tematiche inerenti Deep Web ed i sistemi di moneta virtuali.

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