Slow Economy, Slow Tech

Iceberg digitale

iceberg

Dopo le famiglie tocca alle imprese essere analizzate dall’ per valutare lo stato di salute delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

In realtà, l’analisi (pubblicata a dicembre 2014, ma relativa all’inizio dell’anno) è incentrata solamente sulle imprese con più di 10 addetti, vale a dire poco più di 200.000 aziende rispetto al bacino di circa 4,5 milioni di imprese industriali e dei servizi. In altri termini, l’ISTAT indaga il 5% delle imprese, anche se rappresentano circa il 75% degli addetti e del fatturato.

Tutti nella rete. Il dato è ormai scontato e di fatto tutte le imprese con oltre 10 addetti dispongono di un collegamento a Internet. La novità sta piuttosto nell’affermazione della traiettoria mobile anche nel segmento business e sono ormai il 60% quelle che forniscono ai propri addetti la possibilità di collegarsi alla rete in mobilità, in incremento di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La popolazione degli addetti con dispositivi mobili si avvicina ormai al 15% del totale. Sempre in questo bacino, solo il 15% delle imprese impiegano effettivamente degli specialisti ICT.

Commercianti digitali. Un traccia in rete, attraverso un sito più o meno strutturato viene lasciata da oltre i 2/3 delle imprese. Poco più del 40% delle imprese è attiva nel commercio elettronico, ma di norma è solamente per acquistare prodotti e servizi, mentre sono ancor meno del 10% quelle che vendono effettivamente attraverso la rete.  Allo stesso tempo, il fatturato on-line rimane largamente sotto il 10%.

Social per tutti i gusti. Il virus dei social colpisce anche il mondo delle imprese che sperimentano sempre più spesso gli strumenti social (oltre il 30%) per migliorare la relazione con i propri clienti. Si tratta innanzitutto dell’apertura di profili aziendali su Facebook, piuttosto che YouTube, mentre i blog navigano attorno al 10%.

Imprese tra le nuvole. In realtà sia sul tema dell’ultrabroadband che sul cloud l’ambiguità regna spesso sovrana, specie se consideriamo la difficoltà di trovare in aziende interlocutori per cogliere le diverse possibili sfaccettature. 1/3 delle aziende sarebbe già dotato di un collegamento a oltre 10 Mbit/s e ben il 40% utilizza servizi di cloud, per scoprire che la posta elettronica in cloud  è ancora la regina, mentre l’interesse per le soluzioni di office automation, piuttosto che le attività di hosting o specifici applicativi riguardano attorno al 10% delle aziende.

Inseguendo la fattura elettronica. Quasi il 60% delle imprese invia delle fatture in un formato digitale, ma solo il 5% in un formato adatto all’elaborazione automatica dei dati.

Size specific. Scendendo verso la base dell’iceberg dell’universo impresa è evidente come il fattore tuttora discriminante nei processi di adozione sia quello dimensionale. Basti pensare che nella fascia dimensionale 10-49 addetti, solamente il 3% delle imprese ha risposto di avere a disposizione uno specialista ICT. Un quarto delle imprese con oltre 250 addetti vende on-line, contro valori attorno al 7% per le imprese nel segmento 10-49 addetti.

Un ecosistema sempre più SoLoMo. Social, Local e Mobile.

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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