Open 4 Business

Perché Open & Standard

openaccess1

& è il titolo di questa rubrica: , perché si parla di software libero, e quindi aperto alla condivisione della conoscenza, e standard, perché solo gli standard permettono quella condivisione della conoscenza su basi paritarie che rappresenta – o meglio, dovrebbe rappresentare – uno dei principali obiettivi di ogni democrazia.

standardOpen & Standard, per me, sono due scelte precise, a cui sono arrivato alla fine di un percorso abbastanza lungo che è cominciato nei primi anni ottanta quando ero direttore marketing di una grande azienda statunitense di information technology e promuovevo soluzioni proprietarie. Nel 1987 sono uscito da quella azienda, dove ho imparato tantissimo, e ho iniziato a fare il consulente di marketing e comunicazione. Nel 1988 ho avuto la fortuna di incontrare Dale Heatherington, l’inventore del command set per i modem Hayes, e nel 1990 ho avuto la fortuna – ancora più grande – di conoscere John Warnock, l’inventore del PostScript e del PDF.

Dale e John mi hanno fatto comprendere l’importanza degli standard, il primo per l’hardware e il secondo per il software. In particolare, la storia del PDF – concepito per essere standard e aperto sin dalla prima versione del 1992 – è quella che mi ha convinto definitivamente dell’importanza fondamentale di un formato in grado di consentire uno scambio trasparente delle informazioni – e quindi la condivisione della conoscenza – tra tutti gli utenti di personal computer.

Dagli standard, per curiosità e per il rigetto di oggetti non meglio identificati come Outlook, sono arrivato al software libero, prima come
utente sporadico, poi come utente continuativo, e infine come membro della comunità. Nel 2004 ho iniziato a collaborare con la comunità italiana di OpenOffice, e poco dopo ho cominciato a contribuire anche a quella internazionale. Il software libero ha un gran bisogno di marketing e comunicazione, e lì ho messo le mie discrete competenze al servizio del progetto.

Certo, all’inizio ero mosso più dalla curiosità che da un vero e proprio interesse verso l’argomento del software libero, ma con il passare del tempo e con un po’ di letture e approfondimenti ho cominciato a conoscerlo meglio, e a maturare la mia posizione personale sui modelli di business, sulle licenze, sulla comunità, e sul futuro di OpenOffice.

Nel 2010 sono stato tra i fondatori del progetto LibreOffice, che ancora oggi – a quasi cinque anni di distanza – continua a essere un’esperienza entusiasmante. Nel complesso, in circa dieci anni di attività continuativa all’interno del mondo del software libero, ho imparato molto di più di quello che avevo fatto nei precedenti vent’anni di attività manageriale e imprenditoriale, e quello che è più importante è che sono certo che nei prossimi dieci anni imparerò ancora di più che negli ultimi dieci (e questo è fondamentale, a 60 anni di età, perché rappresenta uno stimolo continuo, e una spinta per guardare al futuro con entusiasmo).

Questo sarà Open & Standard. Una voce dettata dall’esperienza ma animata dall’entusiasmo, per stimolare la curiosità dei lettori verso argomenti che possono sembrare “scomodi” ma nella realtà rappresentano un’opportunità per tutti, e in modo particolare per le giovani generazioni.

Italo Vignoli

Italo Vignoli

Laureato in Lettere all’Università Statale di Milano, è uno dei fondatori di The Document Foundation, la “casa di LibreOffice”, nonchè portavoce del progetto a livello internazionale; è anche fondatore e presidente onorario della neonata Associazione LibreItalia.

Ha partecipato ad alcuni tra i principali progetti di migrazione a LibreOffice, sia nella fase iniziale di analisi che in quella di comunicazione orientata alla gestione del cambiamento. Ed è autore dei protocolli per le migrazioni e la formazione, sulla base dei quali vengono certificati i professionisti nelle due discipline. In questa veste è coordinatore della commissione di certificazione.

Come esperto di standard dei documenti, ha partecipato alla commissione dell’Agenzia per l’Italia Digitale per il Regolamento Applicativo dell’Articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Facebook Twitter LinkedIn Google+ 

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

TechEconomy è il portale di informazione dedicato a manager, imprenditori e professionisti che vogliono approfondire e comprendere l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nelle PMI come nell’industria, nella finanza, nei servizi.
Si rivolge insomma a tutti coloro che vogliono capire come le nuove realtà dell'Information Technology - Web 2.0, e-Business, net economy - stiano cambiando l’economia, e con essa la società.
Inizio
Shares
Share This